Sediva News del 12 gennaio 2007

Un “doppio scudo” per i contribuenti congrui.

I contribuenti che risultano congrui rispetto agli studi di settore –
“naturalmente”, ovvero per effetto dell’adeguamento spontaneo in sede di
dichiarazione dei redditi – potranno giovarsi nei confronti degli
accertamenti fiscali di una sorta di “doppio scudo”.

Infatti, la legge finanziaria 2007 – recependo un protocollo stilato tra il
Governo e le categorie professionali ed imprenditoriali – stabilisce che,
nei riguardi dei contribuenti “allineati” agli studi, il Fisco non potrà
effettuare alcun recupero in via analitico-induttiva (ricorrendo, in
pratica, alle famigerate “presunzioni”), laddove lo scostamento tra quanto
dichiarato e quanto accertato non sia superiore né al 40% dei ricavi, né al
tetto di 50mila euro (anche se per le farmacie il limite da tenere
sottocchio è, nel concreto, soltanto quello dei 50mila euro) e sempre che,
naturalmente, i dati indicati negli studi di settore corrispondano al
vero.

L’allineamento alle risultanze degli studi di settore, quindi, pone al
riparo sia dai veri e propri accertamenti da studio sia – nei limiti e
alle condizioni precisate – da ulteriori riprese in via analitico-
induttiva; per i contribuenti congrui e sinceri, quindi, lo “scudo”
raddoppia o, se preferite, si rinforza.

In ogni caso, però, questo scudo (doppio o singolo che sia) non sembra
affatto cosa da poco, se consideriamo che gli accertamenti analitico-
induttivi sono oggi la metodologia di rettifica più utilizzata dagli uffici
(ed anche quella, per la verità, maggiormente censurata dalle commissioni
tributarie …).

La sostanziale novità in materia di accertamento da studi di settore
introdotta dalla Finanziaria 2007 (come vedremo ulteriormente esaminando
questa legge) punta senz’altro ad “addolcire” la regola introdotta del
decreto-Bersani (e di cui si è già parlato più volte nella Rubrica)
secondo la quale l’accertamento da studio di settore scatterà anche quando
il contribuente non si riveli congruo per un solo anno ed a prescindere da
ogni valutazione di coerenza.

Insomma, il messaggio è più che mai chiaro: “allinearsi” conviene sempre di
più e “non allinearsi” (conviene) sempre di meno.

(s.civitareale)

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