Sediva News dell’8 gennaio 2007

Una rilettura del “collegato” alla Finanziaria 2007 (prima parte)

Anche le prime news di quest’anno vanno dedicate, come di consueto, agli
importanti provvedimenti di fine 2006, e quindi, in particolare, alla
Finanziaria 2007 (l. 27/12/06, n. 289, entrata in vigore lo scorso I
gennaio) e al decreto fiscale ad essa collegato (d.l. 262/06, convertito
con la l. 24/11/06 n. 296, entrata in vigore il 29/11/06), iniziando, se
non altro per rispetto della cronologia, a ripercorrere brevemente i temi
di maggior rilievo sui quali il “collegato” è intervenuto con una qualche
incisività.
L’emissione degli scontrini fiscali.
La legge di conversione conferma l’emendamento governativo al testo
originario del d.l. (v. Sediva news del 05/10/2006 e del 19/10/2006), che
dispone – in caso di mancata emissione dello scontrino per tre volte nel
corso di un quinquennio – la sospensione della licenza o
dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività per un periodo da tre
giorni a un mese senza dover attendere che il provvedimento di
irrogazione della sanzione (attenzione: non la semplice constatazione
dell’infrazione da parte della Guardia di Finanza) diventi definitivo, e
dunque indipendentemente dall’eventuale proposizione del ricorso contro il
singolo provvedimento.
Comunque, non è ancora ben chiaro se in questo meccanismo sanzionatorio
valga tuttora la norma di favore che permette al contribuente di mantenere
le serrande alzate nel caso in cui i corrispettivi non “battuti” siano
complessivamente inferiori a 50 euro (praticamente, la maggior parte dei
casi): lo sapremo presto.
Come si vede, il “collegato” ha ripristinato l’obbligo dell’emissione dello
scontrino fiscale (decaduto a seguito del decreto-Bersani) che tuttavia,
quando entrerà in funzione la trasmissione telematica al Fisco dei
corrispettivi (che la Finanziaria 2007 prevede come obbligatoria a far data
dall’1/1/2008), dovrebbe definitivamente venir meno, con il risultato
finale di sterilizzare sul piano pratico la norma sanzionatoria appena
illustrata.
In ogni caso, l’impressione conclusiva che si ricava da questi “tira e
molla” (tra “scontrini sì” e “scontrini no”) è quella che proprio dal 2008
si tenderà a far sempre più affidamento sugli agevoli controlli connessi
all’invio telematico dei dati, piuttosto che su quelli un po’ avventurosi
derivanti dal “piantonamento” a campione degli esercizi da parte della
GdF.
Il ritorno dell’imposta sulle successioni e donazioni
Il testo definitivo del “collegato” ha recepito integralmente le modifiche
governative (v. Sediva news del 23/10/2006) che avevano rivoluzionato la
versione originaria del decreto legge (v. Sediva news del 04/10/2006).
Senonchè, come già anticipato nella Sediva news del 14/12/2006, la
Finanziaria 2007 è poi intervenuta anch’essa sulla materia con ulteriori
ritocchi; ed il più cospicuo riguarda i trasferimenti di aziende o di
quote sociali “a favore dei discendenti” che vengono infatti espressamente
dichiarati “non soggetti all’imposta”, sia pure “a condizione che
gli
aventi causa proseguano l’esercizio dell’attività di impresa…per un
periodo non inferiore a cinque anni dalla data del trasferimento, rendendo,
contestualmente alla presentazione della dichiarazione di successione o
all’atto di donazione, apposita dichiarazione in tal senso” (comma 78 del
maxi-emendamento alla Finanziaria).
La grande importanza (proprio per i titolari di farmacia) di questa novità
dell’ultimora ci farà evidentemente tornare più volte sul tema, anche
perché ci sono dubbi interpretativi da sciogliere al più presto, alcuni dei
quali derivanti da qualche virgola incautamente inserita (o non inserita)
dal frettoloso estensore della norma, come vedremo più in là.
Le autovetture aziendali
Pur al momento confermata – già per l’intero anno 2006, come sappiamo –
l’assoluta indeducibilità del costo di acquisto e di quelli di gestione
delle autovetture aziendali (diverse da quelle date in uso anche privato a
dipendenti e collaboratori: v. Sediva news del 06/10/2006 e del
24/11/2006), la vicenda potrebbe tuttavia essere parzialmente rivista
alla luce dell’orientamento che la U.E. assumerà nei confronti della
detraibilità dell’iva inerente a questi costi, nel senso che, ove si
ammettesse una sia pur parziale detraibilità di tale imposta (il nostro
Governo ha proposto la misura del 40%), è possibile che anche il problema
della deducibilità della spesa possa essere in qualche modo riconsiderata
dal legislatore italiano.

(Studio Associato)

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