Sediva News del 22 dicembre 2006

Confermata la retroattività delle norme sulle verifiche bancarie

La Cassazione, con un’altra importante decisione, ha ancora una volta
ritenuto legittimi gli accertamenti effettuati mediante accessi ai dati
bancari del contribuente estesi anche ai rapporti sorti anteriormente alla
data di entrata in vigore della normativa che introduceva deroghe – a
favore del Fisco – al c.d. segreto bancario. Si tratta, infatti, conferma
la Suprema Corte, di disposizioni a valenza meramente procedimentale e
quindi utilizzabili anche per tutti i periodi di imposta “pendenti” alla
data di decorrenza della loro efficacia.

La pronuncia, come è facile capire, riveste particolare importanza, specie
ove si ponga attenzione alle recenti novità legislative in tema di anagrafe
tributaria (che è destinata, infatti, a contenere ben presto anche tutti
gli estremi dei conti correnti bancari dei cittadini italiani) e al potere
oggi attribuito al Fisco di pretendere tempestivamente in via telematica
dagli istituti di credito le notizie “finanziarie” relative a ciascun
contribuente.

Sono tutte norme, insomma, con le quali dovremo confrontarci nel prossimo
futuro (e che, si è appena visto, investono anche i precedenti periodi
d’imposta) e quindi è senz’altro opportuno tenere buona “memoria” di
qualsiasi operazione finanziaria, in entrata o in uscita, risultante dagli
estratti conto bancari, perché domani questi dati ci potranno essere
richiesti dal Fisco, soprattutto ove fossimo costretti a giustificare certi
nostri comportamenti (imprenditoriali o meno) di un qualche rilievo
economico (l’acquisto di una farmacia, il finanziamento a favore di un
terzo, l’acquisto di un immobile, ecc.), come accennavamo nella Sediva news
del 18/12/2006.

(f.lucidi)

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