Sediva News del 17 novembre 2006
Con la finanziaria 2007 un “filtro” alle compensazioni tra debiti e crediti
fiscali fino a 10 mila euro.
Un emendamento del governo alla Finanziaria 2007 potrebbe rendere più
difficili – se recepito, come sembra, nel testo definitivo – le
compensazioni tra crediti e debiti fiscali e/o contributivi di importo
superiore a 10 mila euro: l’obiettivo è naturalmente quello di ridurre il
più possibile i rischi connessi all’eventuale irrecuperabilità di
compensazioni indebite.
In sostanza, chi vorrà avvalersi della compensazione dovrà preventivamente
comunicarlo (in via telematica, come ormai è scontato) all’Agenzia delle
Entrate entro il giorno 10 del mese stesso ed ottenere il consenso
dell’Amministrazione; in caso di mancata risposta di quest’ultima nei
successivi cinque giorni (cioè entro il giorno 15 di quel mese), scatterà
il silenzio-assenso.
Fortunatamente, questo tetto di 10mila euro porrà al riparo da tale
novità molte piccole imprese e, ovviamente, tutte le compensazioni di
importo non rilevante.
La cosa, tuttavia, sembra porsi come un drammatico “ritorno al passato”, al
tempo cioè in cui, da un lato, bisognava attendere anni per ottenere
rimborsi di crediti di imposta (ad esempio Irpef) consistenti, mentre,
dall’altro, si continuava a pagare imposte (ad esempio Iva) parimenti
consistenti.
La riforma del 1997 – per un fondamentale principio di civiltà giuridica –
estese però anche al rapporto fisco-cittadini il buon istituto della
compensazione, recepito, poi, come principio generale dell’ordinamento
tributario, anche dall’art. 8 dello Statuto del Contribuente.
Il rischio, insomma, sembra ora quello di una reintroduzione del
vecchissimo solve (prima paga i tuoi debiti) et repete (e poi chiedi
indietro i tuoi crediti).
(s.civitareale)
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