Sediva News del 20 ottobre 2006
la riforma della tassazione delle rendite finanziarie
La Finanziaria 2007 è accompagnata, tra l’altro, da un “pacchetto” di
deleghe al Governo per la riforma di importanti aspetti della fiscalità tra
i quali spicca senza dubbio quello della tassazione delle rendite
finanziarie ( di cui tanto si è parlato prima e dopo le recenti elezioni
politiche), il cui nuovo regime, salvo incidenti di percorso, dovrebbe
entrare in vigore intorno alla metà del prossimo anno.
Attualmente (ma la vicenda è tuttora molto fluida…) si sta ragionando su
un’ aliquota unica del 20% – e quindi a metà strada, sostanzialmente, tra
le due aliquote oggi vigenti (12,50% e 27%) – che dovrebbe perdipiù
equiparare fiscalmente, sul fronte societario, gli utili da partecipazioni
“qualificate” a quelli da partecipazioni “non qualificate”.
Per quanto riguarda, poi, la tassazione delle plusvalenze finanziarie –
almeno da quello che sta trapelando in questi giorni sulla stampa
specializzata – la tassazione (diciamo, nell’aliquota ora ipotizzata del
20%) dovrebbe operare sempre e comunque sul “maturato” (sistema che ora
vale soltanto per il c.d. regime del “risparmio gestito”),
indipendentemente, dunque, da qualsiasi effettivo realizzo di plusvalenze
derivanti dalla cessione del titolo: per esemplificare, se acquisto a 100
un titolo che a fine anno vale 120, sia che lo ceda – realizzando nel
concreto la plusvalenza di 20 – sia che decida di tenerlo sul conto, verrò
comunque tassato sul maggior valore “maturato” di 20, e pagando perciò
un’imposta di 4 (20% di 20).
La novità dovrebbe riguardare, è una notizia dell’ultimora, soltanto i
titoli nuovi, anche se questo potrebbe cagionare intuitive distorsioni
nell’andamento dei prezzi di quelli già in circolazione.
Può essere forse il momento, comunque, di tirar fuori dal “cassetto”
qualche buon titolo, “sgravarlo” subito della plusvalenza con un “mite”
12,50% e rimettercelo subito dopo, parzialmente al riparo quindi dalla
nuova ( e più aggressiva) aliquota.
(s. civitareale)
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