Sediva News del 6 ottobre 2006

D.l. fiscale: colpo mortale all’ autovettura aziendale

Come ampiamente previsto, da noi come dall’uomo della strada, l’onere
finanziario (tra 10 e 15 miliardi di euro) dei rimborsi Iva (se mai ci
saranno..) “provocati” dalla recente pronuncia della Corte di Giustizia
europea sull’Iva delle autovetture aziendali (v. Sediva news del 15 e
18/09/2006) sarà nel concreto “sopportato” dagli stessi soggetti che ne
beneficeranno (imprese e professionisti).
L’ennesimo, ma del tutto inopinato, “giro di vite” è contenuto nell’ormai
famigerato d.l. n. 262/06 ed ha effetto, attenzione, già per il corrente
anno 2006, cioè ex tunc, in barba quindi al solito vilipeso “Statuto del
contribuente”.

In sintesi, l’auto aziendale come tale (quella cioè iscritta in bilancio,
per intenderci) esce definitivamente di scena, almeno dal punto di vista
fiscale, perché è diventato indeducibile dall’1/1/2006 qualunque costo
(d’acquisto e/o di manutenzione) relativo alle vetture, anche se, magari,
utilizzate prevalentemente per la farmacia.

Proprio così. L’auto aziendale, fino al 2/10/06 deducibile al 50% (con il
limite di euro 18.075 quale costo di acquisto ammortizzabile), e sulla
quale si erano già in qualche modo abbattute le restrizioni contenute nella
Manovra-Prodi (v. Sediva news del 4, 20 e 27/09/2006), diventa un bene
fiscalmente “inutile” sin dall’1/1/2006, privando quindi già da quest’anno
l’impresa, dal punto di vista contabile-tributario, di un costo pur
effettivamente sostenuto!

Un minimo rilievo fiscale lo conserva invece l’autovettura concessa in uso
al dipendente della farmacia, per la quale era prevista – lo si ricorderà
– la deduzione integrale dal reddito dell’esercizio delle spese di utilizzo
e delle quote di ammortamento senza alcun limite.

Ora, questo beneficio “dimagrisce” non poco, dato che l’importo massimo
dell’onere deducibile per tale voce non potrà superare il valore imponibile
del benefit per il dipendente, vale a dire quanto in busta paga viene a
quest’ultimo “attribuito” per l’uso (anche) privato del mezzo; e su tale
importo saranno conteggiati, naturalmente, imposte e contributi; inoltre,
questo valore è stato “ritoccato” verso l’alto (già a decorrere dalla busta
paga del corrente mese di ottobre!) passando dal 30% al 50% del costo
chilometrico desunto dalle tabelle ACI, secondo la marca e il modello del
veicolo. E tutto questo, come è facile comprendere, finisce per pesare sul
titolare della farmacia – quale datore di lavoro – sicuramente più di
quanto alla fin fine gli giovi come contribuente.

Anche ai professionisti non è andata certo bene sul versante-auto, perché
se pure a costoro resta la possibilità di “scaricare” le spese di
acquisto e di utilizzo del mezzo, la misura di tale deduzione dal reddito
professionale scende, con il decreto-legge, dal 50% al 25% sempre nel
limite di costo di 18.075 euro. E anche qui, beninteso, con effetto
dall’1/1/2006.

(f.lucidi)

La SEDIVA e lo Studio Bacigalupo Lucidi prestano assistenza contabile, commerciale e legale alle farmacie italiane da oltre 50 anni!