Sediva News dell’8 settembre 2006

Sul comodato immobiliare – QUESITO

Vorrei dare in comodato un appartamento di mia proprietà ad un amico. Qual
è il trattamento fiscale di quest’operazione? Devo sempre fare la
comunicazione alla Questura?

La concessione in comodato di un immobile non determina sostanziali
variazioni dal punto di vista fiscale per il suo proprietario che resta,
infatti, il solo debitore d’imposta, sia ai fini dell’IRPEF che dell’ICI.
Al comodatario, in sostanza, non fa carico alcun obbligo fiscale per
l’immobile, salvo quello di pagare l’imposta di registro inerente al
contratto.

Infatti, il comodato – al pari del contratto di locazione – non trasferisce
al comodatario alcun diritto reale sull’immobile ma soltanto gli
attribuisce la facoltà di usarlo precariamente e gratuitamente alle
condizioni pattuite, anche se la gratuità nel comodato è soltanto presunta,
e quindi esso non si trasforma in locazione sol per la previsione di un
corrispettivo a favore del comodante.

E però, anche nel caso di concessione di un’unità immobiliare in comodato
a un qualsiasi terzo (un figlio, un amico, un estraneo) deve essere
inoltrata la solita comunicazione alla Questura entro le 48 ore successive
all’inizio dell’occupazione, al pari di quanto notoriamente è previsto
nell’ipotesi di locazione.

Quanto, infine, agli adempimenti di carattere formale, ricordiamo che il
contratto di comodato di beni immobili deve essere redatto per iscritto ed
è soggetto a registrazione con il pagamento dell’imposta in misura fissa
pari ad € 168,00.

(Studio Associato)

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