Sediva News del 27 luglio 2005

In arrivo un secondo decreto di regolarizzazione degli immigrati

Buone notizie per gli oltre 314 mila datori di lavoro che hanno presentato,
per l’anno in corso, istanza per l’assunzione di cittadini extracomunitari
da impiegare nel nostro Paese, senza essere riusciti a rientrare nelle
“quote” annuali.

Secondo le indicazioni fornite dal Ministero dell’Interno, infatti, sembra
imminente un nuovo decreto ad hoc sui flussi di lavoratori extracomunitari,
che ampli pertanto le quote già stabilite di un numero pari alla differenza
fra le domande presentate (484 mila), e quelle accolte (170 mila) sulla
base di una graduatoria stilata in relazione all’orario di presentazione
all’ufficio postale.

In attesa del perfezionamento del provvedimento (che dovrebbe giungere
nelle prossime settimane), è tuttavia possibile anticipare sin d’ora che
non saranno prese in considerazione nuove domande, ma saranno esaminate
soltanto quelle già prodotte il 14 marzo scorso e rimaste escluse dalla
graduatoria.

E’ bene, inoltre, ricordare che i presupposti del nuovo decreto restano gli
stessi della legge tuttora in vigore (Bossi – Fini) e, pertanto, non si
tratterà di una regolarizzazione degli immigrati presenti in Italia perché,
tra i requisiti richiesti, persiste pur sempre quello della effettiva
residenza all’estero dello straniero.

Il lavoratore extracomunitario, quindi, che si trovi già sul nostro
territorio durante il tempo necessario al perfezionamento del procedimento
di rilascio del permesso di soggiorno, è da considerare, a tutti gli
effetti, un clandestino e perciò soggetto ad espulsione amministrativa,
laddove sottoposto ad un controllo di polizia, e per di più, circostanza
di rilievo, privo della possibilità di avvalersi di ogni forma di
assistenza sanitaria.

In pratica, come si vede, si tratta di una vera e propria seconda
“sanatoria”, in attesa di un’autentica normativa di riordino che, nel
concreto, consenta – sia pure nell’ambito di certi flussi prestabiliti – l’
assunzione diretta e nominativa di un qualsiasi lavoratore
extracomunitario comunque presente nel Paese.

(v.pulieri)

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