Sediva News del 20 luglio 2006

La detrazione Irpef 41%: l’iva, l’area operativa del “tetto” e il costo
della manodopera nella Manovra – Prodi – QUESITO

Sto eseguendo dei lavori di ristrutturazione con i quali dividerò il mio
appartamento in due unità distinte. Il tetto di 48.000 euro per la
detrazione delle imposte può essere utilizzato per ambedue gli immobili che
saranno realizzati, anche eventualmente spalmando le spese in due anni? E
c’è qualche novità dalla legge Bersani sulla documentazione di spesa?

Per individuare, in primo luogo, il limite di spesa ai fini del calcolo
della detrazione Irpef del 41%, relativa ai lavori di ristrutturazione del
Suo appartamento, si deve fare riferimento al numero di unità immobiliari
esistenti prima dell’inizio dei lavori. Questo, del resto, è anche
l’orientamento dell’Amministrazione finanziaria, espresso nella circolare
dell’Agenzia delle Entrate n. 121/E/98.
Pertanto, poiché nel Suo caso – prima dell’inizio dei lavori – l’unità
immobiliare risultava unica, l’agevolazione fiscale Le compete appunto
soltanto per l’unica unità “originaria” e quindi il limite massimo di
detrazione resta fermo all’importo di euro 48.000,00.
Quanto alla documentazione delle spese di ristrutturazione, l’occasione è
buona per ricordare che, proprio per effetto della Manovra-Prodi da Lei
ricordata, per le spese sostenute a decorrere dal 4 luglio 2006 l’impresa
che esegue i lavori deve indicare in fattura il costo della relativa
manodopera, pena – si badi bene! – la perdita dell’agevolazione.
Cosicché, ad esempio, nella fattura rilasciatale, poniamo, di € 5.000,00,
dovrà ora essere indicato anche l’ammontare del costo della manodopera
sostenuto dall’impresa edile per realizzare la ristrutturazione edilizia.
Il problema si pone naturalmente per le fatture relative agli acconti
versati , in quanto sarà difficile individuare sin dall’inizio il costo
della manodopera; e però, giova ribadirlo, se nel documento non viene
espressamente evidenziata questa voce di costo, non è consentito
recuperare neppure un euro (altro che 41% …..) della spesa sostenuta.
Inoltre, sempre a proposito del 41%, merita di essere segnalato che uno dei
mille emendamenti al decreto-Bersani prevede, dall’1/10/2006, il ritorno al
10% (dall’odierno 20%) dell’aliquota iva sui materiali edili.
Ricordiamo infine che la normativa attuale prevede la maturazione di questo
credito d’imposta soltanto fino al 31 dicembre 2006.
(f.lucidi)

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