Sediva News dell’8 giugno 2006
Con la “traduzione” si recuperano anche le spese mediche sostenute
all’estero – QUESITO
Nel 2005 per un intervento chirurgico subìto all’estero ho sostenuto spese
di importo considerevole, a fronte delle quali mi è stata rilasciata una
documentazione completa, ma in lingua originale. Posso portarle in
detrazione, unitamente a quelle sostenute in Italia, nella prossima
dichiarazione dei redditi?
La risposta non può che essere affermativa, dato che le spese mediche
sostenute all’estero sono detraibili alle stesse condizioni di quelle
sostenute in Italia.
In questo senso, quindi, curarsi “oltreconfine” non provoca nessuna
penalizzazione per gli sconti fiscali previsti in dichiarazione per tali
spese, anche se vale la pena ricordare che le spese di trasferimento e di
soggiorno – pur indubbiamente collegate intimamente alle cure o
all’intervento subito – non sono purtroppo detraibili, poiché non
costituiscono spese sanitarie.
Tuttavia, per quanto riguarda la documentazione in particolare , se
questa, come è altamente probabile, viene rilasciata in lingua originale,
dovrà essere “accompagnata” – qualora venga richiesta per una verifica
della dichiarazione – dalla traduzione in italiano.
Quest’ultima può però essere eseguita e sottoscritta anche dal
contribuente, se la documentazione sanitaria è redatta in inglese,
francese, tedesco o spagnolo; se redatta in un’altra lingua, invece, è
necessaria, ahinoi, una traduzione giurata.
( v.pulieri)
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