Sediva News del 18 maggio 2006

PREMIATA LA QUALITA’ DELLA FARMACIA

Un recente sondaggio condotto su un campione di “clienti/consumatori” per
saggiare il loro gradimento nei riguardi delle varie attività operanti nel
terziario pone al primo posto la farmacia; e questo, oltre a procurare
legittima soddisfazione, deve ovviamente essere tenuto in adeguato conto
anche sotto altri e ben più significativi profili.

Con l’ottimo risultato dell’81,00% del gradimento, perfino migliorativo del
precedente sondaggio (che nel 2002 aveva dato il 79,20%), la farmacia si
pone infatti al top della graduatoria superando altre categorie importanti
quali, ad esempio: alberghi (al 2° posto dopo le farmacie), agenzie di
viaggio, ristoranti e pizzerie, supermercati in genere.

E’ curioso notare, anche se non del tutto sorprendente, come in questa
classifica figurano in ascesa praticamente tutte le attività in cui la
componente umana e/o professionale appare generalmente predominante se non
addirittura l’unica. Cosicché, si registrano incrementi, oltre che per le
farmacie, anche per le agenzie di viaggio (+2,70%), i piccoli negozi di
alimentari (+0,5%), e quelli di abbigliamento (+1,40%), mentre gli italiani
intervistati sembrano gradire sempre meno (per la verità, la vita di tutti
i giorni farebbe pensare il contrario …) la grande distribuzione
(precipitata al settimo posto della graduatoria) e perciò i c.d. grandi
magazzini (-2,40%), i supermercati (-0,60%) e gli ipermercati (e, del
resto, anche i nuovi e sempre più alla moda mega-centri commerciali segnano
un misero incremento del +0,1%).

Nove i criteri assunti per valutare i servizi: convenienza, gradevolezza,
professionalità, flessibilità, trasparenza, efficacia, ascolto,
affidabilità, accessibilità.

Criteri che, dunque, premiano i farmacisti ai quali sempre più occorre
allora fare riferimento, senza tuttavia che gli interessati dimentichino o
sottovalutino il ruolo fondamentale che possono rivestire agli occhi
dell’utenza, in particolare, la professionalità (tipicamente inerente,
peraltro, alla loro attività), l’accessibilità al servizio svolto (con
l’apertura al pubblico, in virtù della turnazione, per sette giorni alla
settimana, e 24 ore al giorno) e, infine, l’ascolto.

Da tutto questo, come dicevamo, possono trarsi indicazioni utili sotto vari
versanti, e quindi anche nel caso in cui si rendesse necessario difendere
(come sembra profilarsi all’orizzonte) perlomeno i principi-base
dell’attuale ordinamento di settore.

(t.anastasi)

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