Sediva News del 12 marzo 2005

Un rimedio allo scontrino che “scolorisce” – QUESITO

Le rimostranze dei clienti per i nostri scontrini che sbiadiscono
cominciano ad essere troppo numerose, e penso che si può correre qualche
rischio anche in caso di visita della Finanza.
Ho messo al corrente il rivenditore di rotolini di quanto accade ormai
frequentemente e anche lui prenderà le sue informazioni.
A parte cambiare marca di rotolini, cosa mi conviene fare per tutelarmi per
il pregresso e chi mi garantirà che i nuovi scontrini saranno migliori dei
precedenti?

Il fenomeno dello scontrino fiscale che “scolorisce” riguarda, ovviamente,
non solo le farmacie, ma tutti gli esercizi commerciali, e anche gli
uffici finanziari hanno affrontato la questione più volte riuscendo però a
suggerire soltanto di… premunirsi di adeguata fotocopia dello stesso
prima che la leggibilità venga meno (un consiglio francamente un po’
banale, oltrechè dispendioso…).
Resta in ogni caso ben fermo che, ove il registratore di cassa appartenga
all’elenco di quelli omologati, il farmacista (e il commerciante in
generale) non incorre in alcun profilo di responsabilità.
Una soluzione del problema (un po’ più tecnica delle altre) è stata
tuttavia individuata dall’Agenzia delle Entrate, a partire dal 2005, nella
“carta magnetica personalizzata” (v. Sediva news del 01/03/2005), dove
vengono memorizzati tutti gli acquisti effettuati in un anno da uno stesso
cliente, che è naturalmente l’intestatario della carta.
A fine anno sarà necessario stampare il documento riepilogativo
(fiscalmente idoneo, come sappiamo, per la detrazione della spesa da parte
del cliente nella propria dichiarazione dei redditi) che dovrà contenere i
seguenti elementi: a) i dati identificativi della farmacia, b) la data e
l’ora di ciascun acquisto, c) la descrizione dei singoli prodotti
acquistati, d) l’indicazione della categoria (farmaco o parafarmaco) cui
essi appartengono, e) le quantità, i prezzi unitari e quelli complessivi,
f) il numero dello scontrino fiscale emesso per ciascun acquisto, g)
l’attestazione, infine, sia della farmacia (che ha adottato la “carta”) che
del contribuente (che ne è l’intestatario) circa la veridicità dei dati ivi
riportati.
L’operazione può apparire complessa e farraginosa, ma in realtà la maggior
parte dei softwares gestionali utilizzati nelle farmacie sono stati
implementati con questa nuova funzione, cosicché, se il magazzino ed i
registratori di cassa sono comandati da un unico sistema integrato,
inserendo la card del cliente nell’apposito lettore prima di ciascun
acquisto, tutti i dati sopraelencati vengono automaticamente memorizzati.
L’idea è buona anche sotto l’aspetto del marketing, perché è una forma di
“fidelizzazione” della clientela, senza conseguenze per l’immagine
professionale della farmacia, come invece si può sospettare – ne abbiamo
accennato altre volte – per le fidelity card accumulatrici di punti-
spesa.
(r. santori)

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