Sediva News del 9 marzo 2006
donazione della farmacia: e’ proprio necessario affrettarsi ?
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QUESITO
Avrei praticamente raggiunto un accordo con i miei figli per sistemare la
titolarità della farmacia ricorrendo ad una donazione a favore di uno di
loro, anche se ho il timore di ledere i diritti dell’altro figlio. Ma,
soprattutto, mi pare di capire che le imposte sulle donazioni e quelle
sulle successioni stiano per essere ripristinate e quindi potrebbe essere
opportuno accelerare l’attuazione del nostro progetto. E’ un timore
fondato?
In realtà, stando, ad esempio, al programma “elettorale” dell’Unione di
Centro-sinistra, ove fosse appunto quest’ultima la coalizione uscita
vincitrice dalle prossime consultazioni, sarebbe proprio il ritorno –
almeno parziale – all’imposizione tributaria delle donazioni e delle
successioni uno dei capisaldi delle riforme preannunciate da Prodi.
In un recente dibattito televisivo, tuttavia, quest’ultimo ha precisato a
questo riguardo che ne resterebbe pur sempre esente una “franchigia” di
250 o 500.000 euro, cosicché le imposte colpirebbero soltanto i valori
donati o ereditati eccedenti l’uno o l’altro ammontare.
Certo, trattandosi di donazioni o successioni aventi ad oggetto aziende di
valore consistente, come sono oggi le farmacie, una “franchigia” del genere
non sarebbe sufficiente ad evitare una tassazione in ogni caso onerosa, a
meno che – evenienza tutt’altro che improbabile – l’avviamento non continui
(come del resto era ancor prima della soppressione “berlusconiana” di
questi tributi) ad essere espressamente escluso dall’imposizione fiscale
in caso di cessione aziendale per atto di donazione o per successione.
Come si vede, anche nel caso in cui vinca l’ Unione, non è affatto sicuro
che la donazione o, ad esempio, il legato di farmacia abbiano a subire
aggravi tributari; meno che mai, evidentemente, se sarà la CdL a rivincere
le elezioni.
Però, come diceva taluno qualche secolo fa, di doman non c’è certezza….
Ben altro discorso – specie in ordine al subentro per successione
ereditaria nella titolarità della farmacia – è invece quello relativo alla
sin troppo ventilata liberalizzazione delle farmacie (e di altri servizi),
anch’essa inclusa nel programma ulivista; senonchè, i risvolti di una
vicenda del genere sarebbero tali e tanti da renderne difficile una
qualunque seria disamina, almeno in questo momento.
(Studio Associato)
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