Sediva News del 24 febbraio 2006

Vi è incompatibilità tra titolarità di farmacia e rapporto di agenzia? –
QUESITO

Desidero conoscere se vi è incompatibilità o meno tra la posizione di
farmacista titolare e l’assunzione del medesimo di un mandato di agenzia
per un’azienda che tratta la vendita di apparecchiature e materiale
sanitario specialistico oltre a fornire servizi di assistenza domiciliare
di tipo infermieristico.

A parte il divieto di cumulo dell’ “esercizio della farmacia” con quello di
“altre professioni o arti sanitarie” (sancito dall’ art. 102 dell’ormai
“mitico” T.U.LL.SS.), i casi di incompatibilità previsti dalla legge a
carico del titolare individuale della farmacia non sono certo molti, perché
riguardano soltanto “il dipendente dello Stato o di un ente pubblico” e la
“professione di propagandista di prodotti medicinali” (cfr. art. 13 della
l. 475/68), mentre più numerosi – abbastanza curiosamente, per la verità –
sono invece quelli contemplati (art. 8 della l. 362/91) per il socio di una
società di persone (titolare di farmacia), a meno che non si voglia – ma
l’operazione appare ardua sotto parecchi profili – estendere per lo meno
taluni di questi ultimi anche ai titolari individuali.

Naturalmente, sia detto tra parentesi, questo problema dell’incompatibilità
del titolare di farmacia perderebbe ulteriormente importanza, e forse
scomparirebbe del tutto, laddove le molto liberistiche (?)tesi enunciate in
materia (anche di recente) dall’ Antitrust, e prima ancora dalla U.E.,
finissero per essere in qualche modo recepite dal nostro ordinamento
positivo.

In ogni caso, tra gli odierni sparuti casi di incompatibilità formale non
figura certamente – pur con tutto il rigore interpretativo possibile – il
rapporto di agenzia (qualunque sia, si badi bene, l’attività esercitata
dall’azienda “mandante”), come del resto non vi figura la titolarità di una
qualsiasi altra impresa individuale (tant’è che, nel concreto, non pochi
titolari di farmacia esercitano a proprio nome anche altre attività
commerciali…).

Le ricordiamo, tuttavia, che l’agente di commercio, ai sensi della L.
204/85 (che reca appunto norme per la disciplina di questa attività) deve
essere iscritto in apposito ruolo istituito presso la Camera di commercio;
e però, in assenza di tale requisito, Lei potrà optare (semprechè,
beninteso, l’azienda sia d’accordo, beninteso, ed è tutt’altro che sicuro
che sia d’accordo) per un rapporto di procacciamento d’affari, che è una
figura molto vicina a quella del contratto di agenzia e può consentirLe –
senza la necessità di quell’iscrizione – di raggiungere sostanzialmente gli
stessi risultati.

(g.bacigalupo)

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