Sediva News del 3 febbraio 2006

La totalizzazione dei contributi previdenziali

Il Consiglio dei Ministri ha definitivamente approvato il decreto
legislativo sulla totalizzazione dei contributi previdenziali, che permette
di sommare (gratuitamente) i periodi di contribuzione versati in Gestioni
diverse.

Come funziona? I diversi periodi coperti da contributi restano nelle
rispettive Gestioni, ma si possono sommare tra loro per raggiungere la
pensione, che sarà erogata dalla Gestione che liquida al pensionato la
quota maggiore, mentre tutte le altre Gestioni dovranno versare a
quest’ultima le quote di propria competenza determinate in base ai
contributi da loro ricevuti.

Il sistema di calcolo per determinare il trattamento pensionistico è
naturalmente quello contributivo, secondo cui la pensione finale è
commisurata ai contributi effettivamente versati durante tutta la
carriera.

Per accedere alla totalizzazione, l’interessato deve avere almeno venti
anni di contribuzione e 65 anni di età, oppure 40 anni di contributi
versati indipendentemente dall’età anagrafica; e però, come già accennato a
suo tempo, i periodi da “totalizzare” non devono avere una durata inferiore
ai sei anni.

Con questo provvedimento, inoltre, è possibile usufruire della
totalizzazione anche quando si raggiunga il diritto alla pensione presso
una sola delle Gestioni interessate, mentre in precedenza era consentita
soltanto quando il lavoratore avesse maturato i requisiti anagrafici per la
pensione di vecchiaia in tutte le Gestioni pensionistiche.

Come alternativa alla totalizzazione resta la ben nota ricongiunzione,
che permette bensì, anch’essa, l’erogazione di una sola pensione ma a
seguito di un trasferimento oneroso (per l’interessato) dei contributi
presso un solo ente.
(Studio Associato)

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