Sediva News del 13 gennaio 2006
Con la rivalutazione ci si riprende il locale della farmacia con lo sconto
(ma … senza fretta).
A pensarci bene, la rivalutazione dei beni d’impresa contenuta nella
finanziaria 2006 (commi da 469 a 476) potrebbe costituire una buona
opportunità di risparmio fiscale per chi, avendo intestato le “mura” della
farmacia all’impresa, stia programmando di recuperarla nel patrimonio
“personale”. In questi casi, infatti, l’assegnazione ( o ri-assegnazione)
ai soci o al titolare delle “mura” genera una plusvalenza pari alla
differenza tra il valore normale dell’immobile ed il costo non ancora
ammortizzato iscritto in bilancio. Sulla plusvalenza, poi, si sconta
un’imposta personale pari, come minimo, al 23 per cento della stessa.
La rivalutazione, invece, consentirebbe di “azzerare” sostanzialmente la
plusvalenza a fronte della futura assegnazione, iscrivendo in bilancio
l’immobile al valore effettivo (in sostanza il valore normale) pagando
soltanto un’imposta sostitutiva del 12% sul maggior valore rispetto a
quello contabile. L’unico “neo” in tutto questo è che i “benefici” effetti
della rivalutazione decorrono solo dal 2008. Insomma, si tratterebbe di un
bel risparmio, ma non bisogna avere fretta …
E se ci si ripensa e si vuole mantenere l’immobile dell’impresa? Allora il
vantaggio della rivalutazione in questo caso consisterebbe nelle maggiori
quote d’ammortamento (3% annuo!) calcolate sul (più alto) valore rivalutato
a fronte, tra l’altro, del pagamento nel 2006 – in un’unica soluzione –
dell’imposta sostitutiva (non è prevista, infatti, alcuna rateazione).
Insomma, il messaggio ci sembra chiaro: rivalutare conviene veramente se si
ha in programma di far “uscire” l’immobile dall’attività, o per una
vendita o per un’assegnazione al patrimonio personale dei soci o
dell’imprenditore.
(s.civitareale)
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