Sediva News del 14 dicembre 2005

E’ tempo di regali alla clientela: il loro trattamento
fiscale – QUESITO

Quali sono le regole fiscali che governano il capitolo “omaggio alla
clientela”, considerando entrambi questi due casi:
1) oggetti che non fanno parte dell’attività di farmacia;
2) oggetti che ne fanno parte, come creme cosmetiche, profumi, piccoli
parafarmaci, ecc..

I regali natalizi, con i quali è consuetudine caratterizzare i rapporti
con clienti, fornitori e altri soggetti “legati” alla farmacia, continuano
ad avere lo stesso trattamento fiscale previsto da parecchi anni (di cui,
del resto, abbiamo parlato altre volte) e che può essere così riassunto.
a) Beni che non formano oggetto dell’attività di farmacia (penne,
calendari, vini, cesti natalizi, ecc..)
La disciplina tributaria varia in base al valore “unitario” del bene. Se
l’importo è inferiore a € 25,82, l’Iva può essere interamente portata in
detrazione ed anche il costo è integralmente deducibile (e questo, a
prescindere dall’ammontare totale della fattura del fornitore, perché è
decisivo a questi effetti appunto il costo “unitario” del singolo omaggio
che deve quindi in qualche modo emergere dalla fattura). Qualora, invece,
quest’ultimo sia superiore alla detta soglia di € 25,82, l’Iva diventa
indetraibile e, perdipiù, il costo è deducibile soltanto nella misura di un
terzo dell’importo stesso e, come se non bastasse, questo “terzo” deve
essere “spalmato” in cinque anni; in sostanza, in tal caso si porterà in
deduzione soltanto un quindicesimo dell’importo, sia pure per cinque
esercizi consecutivi.
È ovvio, dunque, che il recupero fiscale in questa seconda evenienza
diventa estremamente limitato, e perciò bisogna far di tutto perché il
costo unitario degli omaggi sia contenuto in € 25,82.
b) Beni che formano oggetto dell’attività di farmacia (creme, dentifrici,
profumi, ecc…)
La consegna di questi beni è assimilata in tutto e per tutto ad una vendita
e pertanto è obbligatorio emettere lo scontrino fiscale per il loro valore
normale (importo che viene praticato nella normale vendita), al fine di
“restituire” l’Iva che è stata portata in detrazione con la registrazione
della fattura di acquisto del bene oggetto dell’omaggio. Per giunta,
l’operazione viene contabilizzata tra i ricavi, annullando così la
deduzione del costo del bene acquistato.
In definitiva, come Le sarà ormai chiaro, non si ricava nessun concreto
vantaggio fiscale dall’ “omaggiare” i clienti con questa seconda categoria
di beni.

(r.santori)

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