Sediva News del 23 novembre 2005

anche il “rustico” puo’ essere una “prima casa”

Ancora un intervento sulla “prima casa” della Cassazione, la quale ha
infatti ora precisato che, per godere all’atto dell’acquisto dell’immobile
delle relative agevolazioni (si tratta, lo ricordiamo, dell’ imposta di
registro al 3 per cento in luogo del 7 per cento e delle imposte
ipotecarie e catastali nella misura fissa – ambedue – di € 168,00, in
luogo, rispettivamente, del 2 e dell’1 per cento), non è necessario che
l’unità sia idonea all’uso all’atto stesso dell’acquisto.

Invero, affermano i giudici di ultima istanza, la mancanza di specifiche ed
espresse indicazioni normative al riguardo deve far presumere che la legge,
ai fini della concessione delle agevolazioni fiscali, non richieda affatto
che il fabbricato debba imprescindibilmente essere già “pronto” a quel
momento. E pertanto, anche l’acquisto di un fabbricato allo stato
“rustico” – che spesso necessita, come tale, di una ristrutturazione
pressoché integrale prima di essere concretamente destinato ad uso
abitativo – può dare diritto ai bonus in argomento, sempreché
naturalmente, da un lato, esistano, o vengano tempestivamente ad esistenza,
tutti i requisiti positivi prescritti per il riconoscimento delle
agevolazioni e, dall’altro, non se ne configurino invece le condizioni
negative, quelle cioè impeditive dei benefici, come avverrebbe, ad esempio,
nel caso in cui l’eventuale ristrutturazione del “rustico” trasformasse
l’immobile in un’abitazione di lusso.

(Studio Associato)

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