Sediva News del 22 novembre 2005

lavoro straordinario oltre il normale orario di lavoro – quesito

Un mio collaboratore espleta spesso fuori orario (cioè come ore di lavoro
straordinario) alcune incombenze presso uffici pubblici e privati. Come
devo determinare queste ore di lavoro, ai fini del conteggio della
retribuzione spettante?

Nel caso da Lei sinteticamente descritto (e se lo abbiamo ben compreso),
l’orario straordinario dovrebbe essere determinato tenendo conto anche di
tutto il tempo impiegato dal collaboratore per raggiungere il luogo dove
l’incombenza deve essere espletata, anche quando, in ipotesi, il tragitto
effettuato coincidesse, tutto o in parte, con il normale “percorso”
farmacia-casa compiuto quotidianamente dal lavoratore.

Insomma, posto che l’ orario ordinario termini per quest’ultimo all’atto
in cui egli lascia la farmacia per recarsi nell’ufficio dove è incaricato
di svolgere la tale o la talaltra prestazione, in quel momento stesso
dovrebbe aver inizio il suo orario straordinario (con tutte le
maggiorazioni, perciò, previste dal contratto per le farmacie private) che
terminerebbe soltanto all’avvenuto esaurimento dell’incarico “esterno”.
(gio.bacigalupo)

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