Sediva News del 18 novembre 2005

la “stretta” sul leasing immobiliare

Anche sul leasing si abbatte dunque la “scure” della manovra 2006, che,
modificando il testo governativo di prima stesura, stabilisce in sintesi
che, d’ora in poi, ai fini della deduzione dei relativi canoni, per
qualsiasi contratto di leasing (mobiliare o immobiliare) questa spetta solo
se la durata del contratto sia almeno pari alla metà del periodo di
ammortamento (ottenuto, in termini di anni, dividendo 100 per l’aliquota
“ministeriale” di ammortamento del bene).

Per il leasing immobiliare, però, a tale condizione si aggiunge quella
della “durata minima” del contratto stesso, la quale non potrà ora scendere
sotto gli otto anni né superare i quindici.

In pratica, per verificare se i canoni di leasing immobiliare siano nel
concreto deducibili, dobbiamo dapprima calcolare la metà del periodo di
ammortamento dell’immobile che intendiamo acquistare, perché ove essa (“la
metà”, cioè) sia inferiore a otto anni, occorre controllare che il
contratto che ci apprestiamo a concludere abbia una durata di almeno otto
anni; ove invece la metà del periodo di ammortamento sia superiore a
quindici anni, il contratto deve durare almeno quindici anni (e perciò, se
del caso, anche di più).
Ovviamente, se quella “metà” è compresa tra otto e quindici anni, il
contratto dovrà avere la stessa durata.

Facciamo qualche esempio.

Per un immobile con un periodo di ammortamento di 218 mesi (anni 18,17), il
contratto di leasing dovrà durare almeno 109 mesi (anni 9,08), cioè per un
tempo non inferiore alla “metà” del periodo di ammortamento; in tal modo
anche la seconda condizione (durata minima di otto anni =96 mesi) è
positivamente verificata, e quindi i canoni sono deducibili.

Se invece (e questa è proprio l’ipotesi più frequente!) il periodo di
ammortamento è di oltre 33 anni, il contratto di leasing deve durare non
meno di undici anni, perché in tal caso la “metà” del periodo di
ammortamento (oltre 16 anni e mezzo) supera la misura massima (15 anni)
prevista per la durata minima (si perdoni il bisticcio!) e dunque, sempre
ai fini della deduzione dei canoni, è sufficiente che il contratto rispetti
quella misura massima (15 anni, appunto).

Questa importante novità, è bene ribadirlo a chiare note, riguarda (a
differenza della “stretta” sull’avviamento) soltanto i contratti di
leasing immobiliare conclusi dopo l’entrata in vigore della legge di
conversione del decreto 203/2005, che avverrà presumibilmente tra qualche
settimana; per i “vecchi” leasing, quindi, restano ferme le regole
precedenti. Affrettiamoci, dunque, se abbiamo contratti alla firma!

(s.civitareale)

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