Sediva News dell’11 novembre 2005

Ancora sui controlli anticipati del Fisco – QUESITO

Ho sentito dire che d’ora in poi l’amministrazione finanziaria potrà
controllare i versamenti delle imposte anche prima della presentazione
della dichiarazione. E’ vero?

E’ così e ne abbiamo dato notizia anche in questa rubrica (v. Sediva news
del 05/10/2005).

Il decreto-legge collegato alla manovra finanziaria 2006, infatti, consente
ora all’Amministrazione finanziaria di operare controlli sulla correttezza
e sulla puntualità dei versamenti ancor prima della presentazione delle
dichiarazioni; ed è una novità – decorrente dal 4 ottobre 2005 – che vale
sia per le imposte dirette (ritenute comprese) che per l’Iva.

Per giunta, il contribuente “colpito” da questi controlli non può più
accedere al ravvedimento operoso che del resto, com’è noto, è precluso
qualora la violazione sia “scoperta” dagli uffici finanziari.
Tuttavia, un allarme eccessivo su questa vicenda pare ingiustificato.

In primo luogo, è infatti stabilito a chiare lettere che il controllo
“anticipato” dei versamenti rispetto – diciamo – al momento “naturale”
della verifica delle dichiarazioni, scatta soltanto se vi è un “pericolo
per la riscossione”, vale a dire (stando almeno ad un’antica pronuncia
dell’Agenzia delle Entrate: circolare 29/410811 del 23 maggio 1978) in
ipotesi “estreme”, quelle cioè che fanno “ragionevolmente” temere al Fisco
di poter perdere il proprio credito (segnali di grave dissesto, atti
ripetuti di “dismissione” del patrimonio al chiaro scopo di sottrarsi ad
azioni di recupero, e così via).

Ma c’è anche una notazione pratica che, se non altro per l’imposta sul
reddito, può “sdrammatizzare” questa novità, perché, come è intuitivo, è
molto difficile controllare la correttezza dei versamenti in anticipo, dato
che almeno la loro entità è generalmente condizionata da elementi
(ritenute, detrazioni, deduzioni, etc.) che saranno conosciuti
dall’Amministrazione finanziaria soltanto con la presentazione della
dichiarazione; cosicché v’è da dubitare che gli Uffici intraprendano in
fatto controlli del genere, che del resto finirebbero addirittura per
comportare una liquidazione “anticipata” della dichiarazione!

Quindi, nel concreto, la “novità”sembra avere una portata “effettiva” solo
per i tributi periodici (Iva e ritenute).

E in ogni caso, se può valere come ulteriore “consolazione”, il controllo
“anticipato” non cancellerebbe comunque l’agevolazione della riduzione ad
un terzo delle sanzioni (10% in luogo del 30%), ove il contribuente
provvedesse a pagare le somme richieste entro trenta giorni dal ricevimento
della relativa comunicazione da parte dell’Agenzia delle Entrate. Certo, è
un’agevolazione inferiore a quella del 6% prevista dal ravvedimento
operoso, ma è pur sempre un bel risparmio.

(s.civitareale)

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