Sediva News del 10 novembre 2005

E’ scaduta l’ultima proroga delle co.co.co.

Si è chiusa infatti il 24 ottobre u.s. (al compimento cioè di due anni
dall’entrata in vigore del d.lgs. 276/03) la “stagione” d’oro delle
collaborazioni coordinate e continuative che per una decina di anni hanno
dilagato nelle aziende (grandi, medie e piccole), fino ad occupare oltre
due milioni di lavoratori “parasubordinati”, ma suscitando con l’andar del
tempo la prevedibile reazione del legislatore (e, prima ancora, di alcune
Parti sociali) che, proprio con la ben nota “Riforma-Biagi”, è alfine
intervenuto incisivamente anche su questa tipologia lavorativa.

Come si avuto occasione di illustrare anche qui (ad esempio, v. Sediva news
dell’11/06/2004), le “vecchie” co.co.co. sopravvivono oggi soltanto per
alcuni specifici rapporti di collaborazione (pubblica amministrazione,
pensionati di vecchiaia, sportivi dilettanti, titolari di cariche sociali,
iscritti ad Albi professionali e certe prestazioni occasionali), mentre per
tutti gli altri, lo si ricorderà, sono ad esse subentrati i contratti di
lavoro a progetto, nei quali deve essere obbligatoriamente determinato un
progetto o un programma specifico di lavoro affidato dal committente e
gestito in autonomia dal collaboratore.

Anche dei co.co.pro. si è parlato in altre circostanze, e ad esse facciamo
pertanto rinvio (in particolare, v.Sediva news del 14/06/2003, 22/08/2003,
03/11/2003, 15/01/2004), limitandoci in questa sede a raccomandare un
ricorso sempre prudente a questa figura lavorativa molto delicata e tuttora
in fase di dibattito e di approfondimenti (v. Sediva news del 06/06/05).

(gio.bacigalupo)

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