Sediva News del 2 novembre 2005

La riforma previdenziale: in particolare, la totalizzazione

Il Governo il 5 ottobre 2005 ha varato il decreto legislativo sulla
totalizzazione contributiva, che dovrebbe entrare in vigore entro fine
anno.

Con questo provvedimento il cittadino potrà finalmente far convergere in
una sola posizione a lui intestata i contributi versati a casse
previdenziali diverse, e quindi unificarli tra loro (ed è questa,
ovviamente, la totalizzazione), al fine di ricevere una pensione (unica,
appunto) più ricca e senza doversi assoggettare ad oneri ulteriori.

Per la pensione di vecchiaia, in particolare, occorreranno i soliti 65
anni, ma questa volta sia per gli uomini che per le donne, e saranno
necessari – per gli uni e le altre – almeno 20 anni di contributi versati
anche in Casse previdenziali diverse (ad esempio, 13 anni con l’Inps e 7
con l’Enpaf), purché, attenzione, l’anzianità contributiva maturata in
ciascun Istituto non sia inferiore a 6 anni (anche se la legge-delega
prevedeva un periodo minimo di 5 anni elevato ora a 6, per i consueti
problemi di bilancio, dalla Ragioneria generale dello Stato).

Ricordiamo che questa possibilità di totalizzare i contributi versati ad
Istituti previdenziali diversi era riservata ai soli lavoratori che non
avevano raggiunto il requisito minimo per la pensione di vecchiaia in
alcuna Cassa.

(gio.bacigalupo)

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