Sediva News del 24 ottobre 2005

L’interscambio di dati tra il Catasto e i Comuni.

Il Catasto (che oggi, come sappiamo, è l’Agenzia del Territorio), su
richiesta del Comune deve segnalare per ogni unità abitativa la superficie,
l’ubicazione, gli elementi catastali e gli intestatari; e gli immobili sono
suddivisi in tre categorie, contrassegnate con la lettera “R” (le unità
abitative), “P” (gli immobili industriali) e “T” (gli uffici, i locali, le
cantine e i box).

La superficie, in particolare, viene calcolata sulla base di criteri
stabiliti dalla legge, che consentono notoriamente di tramutare in metri
quadrati i vani iscritti appunto nel Catasto.

Questo collegamento permetterà ai Comuni di revisionare, o richiedere per
la prima volta, la tassa per il trasporto dei rifiuti solidi e urbani
(TARSU, o TARI), calcolata nella misura dell’80% della superficie catastale
(per l’Ici, determinata invece sulla base della rendita catastale, una
revisione consistente del suo importo potrà derivare dal riclassamento,
previsto dalla Finanziaria 2005, di tutti gli immobili, e segnatamente di
quelli dei centri storici, come accennato più volte in questa Rubrica).

Il provvedimento che disciplina questo “interscambio” è stato emesso dall’
Agenzia del Territorio in data 9 agosto 2005.

(Studio Associato)

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