Sediva News del 17 ottobre 2005

I contributi previdenziali 2005 alla Gestione separata presso l’Inps –
QUESITO

Ho rilevato che, nei versamenti all’Inps relativi ai diversi collaboratori
autonomi (farmacisti e non farmacisti) di cui la farmacia si avvale, il mio
consulente del lavoro applica percentuali diverse. Vorrei avere, se
possibile, un quadro generale.

L’Inps ha regolarmente pubblicato a suo tempo le aliquote contributive
applicabili per l’anno 2005 nei vari rapporti con lavoratori autonomi privi
di una propria copertura previdenziale e che, proprio per questo, devono
essere iscritti ad un apposita “Gestione separata” (tant’è che i
collaboratori farmacisti – versando notoriamente ogni anno all’Enpaf un
contributo forfetario – non vi vanno iscritti e sui compensi loro
corrisposti non è dovuta all’Inps alcuna contribuzione).
Si tratta, esattamente, dei collaboratori a progetto (co.co.pro), dei
“famosi” co.co.co (peraltro, come sappiamo, non più facilmente
configurabili nell’ambito di una farmacia, salvo ovviamente che si tratti
di farmacisti), degli associati di lavoro, dei collaboratori occasionali
con reddito annuo superiore a 5.000 euro e dei prestatori di lavoro con
partita iva.
E’ dovuta per costoro, generalmente, un’aliquota fissa del 18% (comprensiva
dello 0,50% per il contributo maternità) per redditi fino a € 38.641,00 e
del 19% (comprensiva dello stesso 0,50%) per i redditi eccedenti tale
importo, ma per gli associati in partecipazione con apporto di lavoro la
misura contributiva per i due scaglioni di reddito è, rispettivamente, del
17,50% e del 18,50%.
L’aliquota scende inoltre al 15% per i collaboratori che sono pensionati di
anzianità e al 10% per quelli che, pur iscritti in un albo professionale
ovvero ad altre forme di previdenza obbligatoria (sempre esclusi i
farmacisti, beninteso), svolgono prestazioni estranee alla professione (gli
uni e gli altri, pur dopo la Riforma-Biagi, sono infatti tuttora
inquadrabili come co.co.co); ed è pure del 10% per i collaboratori che
versano contributi volontari o figurativi e per coloro che sono titolari di
pensione di reversibilità.
Tutte queste aliquote, in ogni caso, si applicano soltanto fino ad un
massimale di reddito che, per il 2005, ammonta ad € 84.049,00, e dunque
sull’ importo eventualmente eccedente non si versa alcunché (c’è però,
anche qui, un minimale di reddito).
Infine, alcune precisazioni ulteriori:
– il contributo alla Gestione separata va di massima versato, con un
modello (F24) che l’Inps invia al domicilio degli iscritti, entro il
giorno 16 del mese successivo a quello di effettivo pagamento del
compenso, e i relativi oneri sono sostenuti per un terzo dal collaboratore
e, per i residui due terzi, dal committente; resta ferma la percentuale
del 4% a titolo di rivalsa per i lavoratori autonomi con partita iva
(purché iscritti, naturalmente, alla Gestione separata);
– i collaboratori in impresa familiare (semprechè, ancora una volta, non
siano farmacisti) sono invece iscritti alla Gestione commercianti e quindi
valgono per costoro (a parte il grosso problema, tuttora non
definitivamente risolto, della legittimità delle pretese dell’Inps) le
regole contributive ivi previste.

(gio.bacigalupo)

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