Sediva News del 23 settembre 2005

Gli incentivi variabili per i dipendenti – QUESITO

Sono titolare di farmacia con tre dipendenti e vorrei concedere loro dei
bonus o incentivi in luogo di un aumento della retribuzione che potrebbe
inciderebbe eccessivamente, credo, sui costi di gestione.
Quando e come può essere consentito o conveniente farne uso?

Il primo profilo da considerare nella gestione del personale della farmacia
sarebbe naturalmente quello della c.d. motivazione dei dipendenti, cioè, in
pratica, l’allineamento economico delle varie retribuzioni; e però,
considerato che i costi previdenziali e assistenziali dei rapporti di
lavoro sono tuttora onerosissimi, è necessario considerare anche altri
aspetti, quali:

• eventuali sgravi fiscali o contributivi usufruibili;
• la possibilità di misurare il rendimento dei collaboratori;
• eventuali accordi su premi speciali ad personam;
• l’opportunità di elargire dei premi collegati al rendimento e/o al
raggiungimento di certi obiettivi.

Inoltre, bisogna ricordare che il datore di lavoro ha facoltà di rendere
variabile una parte, anche di una qualche importanza, della retribuzione
soltanto previo accordo scritto con i lavoratori, proprio per esplicitare
tale variabilità ed evitare così che queste somme assumano tout court le
caratteristiche di un compenso fisso (ferma la necessità di tener conto
degli aggravi fiscali e previdenziali comunque inerenti anche agli importi
variabili della retribuzione, che evidentemente riducono in misura
consistente quanto il lavoratore nel concreto riceverà).

È possibile tuttavia sottrarre certe somme a questi oneri ulteriori,
ricorrendo alle famose “erogazioni liberali” (una tantum, però, come
sappiamo), in denaro e/o in merce, in un ammontare o in un valore in ogni
caso non superiore ad € 258,00 (così da rendere l’erogazione interamente
esente da imposte e contributi), e da riconoscere comunque a tutti i
dipendenti ovvero a tutti i lavoratori aventi la stessa qualifica.

Invece, per i vari fringes benefits (uso di un’autovettura, di un
cellulare, ecc.), sui quali peraltro ci siamo già soffermati in questa
Rubrica, una volta concessi, vige il principio della irriducibilità, cioè
essi non possono più essere “ritirati”, ma soltanto, al più, “sostituiti”
da un equivalente trattamento economico.

(gio.bacigalupo)

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