Sediva News del 28 luglio 2005

Le donazioni alle onlus – quesito

Ho letto su una rivista di consumatori a divulgazione nazionale che, dalla
prossima dichiarazione dei
redditi 2006, riferita al 2005, sarà possibile scegliere, per i versamenti
alle ONLUS, il sistema attuale che prevede la detrazione del 19%, o in
alternativa, la deduzione dal reddito imponibile.
Se la notizia fosse esatta ritengo che la seconda ipotesi potrebbe essere
più conveniente per la farmacia.
E’ vero?

L’informazione è esatta.
La novità, che arricchisce ulteriormente la “rosa” delle agevolazioni
fiscali in materia di imposte dirette riconosciute a fronte di erogazioni
liberali alle ONLUS, è stata introdotta dall’art. 14, commi da 1 a 6, del
d.l. 14 marzo 2005, n. 34 (c.d. “decreto competitività”), poi convertito in
legge, e decorre dal 15 maggio 2005, a valere, quindi, proprio sulla
dichiarazione dei redditi per l’anno 2005 (da presentare nel 2006).
Il quesito ci offre comunque l’opportunità di soffermarci più
approfonditamente su un tema sempre molto attuale (e da noi già
tratteggiato nelle Sediva News del 18 marzo 2005 e del 12 aprile 2005), non
senza aver dapprima rammentato che l’agevolazione riguarda le persone
fisiche e le imprese (individuali e societarie) e consiste in una
deduzione dall’imponibile di un importo fino al 10% del reddito complessivo
dichiarato e però nel tetto-limite di 70.000 euro annui.
Per espressa disposizione di legge, poi, il beneficio non è cumulabile con
gli altri riconosciuti a fronte di erogazioni liberali in denaro alle
ONLUS, vale a dire:
– la detrazione dall’ imposta del 19% dell’importo erogato, con il limite
massimo di 2.065,83 euro (i “vecchi” quattro milioni di lire) previsto
dall’art.15, comma 1, lett. i-bis), del TUIR;
– la deducibilità, in sede di determinazione del reddito d’impresa, per un
importo non superiore a 2.065,83 euro ovvero al 2% del reddito stesso.
Ora, tornando alla novità, non si può negare che i “numeri”
dell’agevolazione parlano sicuramente a favore della sua convenienza almeno
virtuale, perchè stiamo discorrendo, infatti, di una deduzione dal reddito
complessivo che si misura, in termini di risparmio d’imposta, con la
percentuale dell’aliquota marginale, che evidentemente è quella riferita
all’ultimo scaglione di reddito dichiarato.
Si tratta quindi di un recupero del 39% della somma erogata per i redditi
oltre € 33.500,00, o addirittura del 43% per i redditi oltre € 100.000,00,
sia pure sempre con i detti limiti del 10% del reddito complessivo e di
70.000 euro in termini assoluti. Perciò, ben altra cosa rispetto alle
“risicate” detrazioni o deduzioni fruibili per l’anno 2004.
Ma è necessario fare attenzione, perchè il legislatore fiscale si è voluto
assicurare che la finalità di solidarietà sociale cui è diretta
l’agevolazione non venga “tradita” da comportamenti più o meno elusivi.
Cosicchè, viene espressamente stabilito, ad esempio, che presupposto per
l’applicazione del beneficio è la regolare tenuta della contabilità e,
anche, la predisposizione di un adeguato rendiconto da parte della ONLUS.
Inoltre, in caso di deduzione non spettante, le sanzioni per dichiarazione
infedele, di cui all’art. 1 del d.lgvo 18/12/1997, n. 471, vengono
maggiorate del duecento per cento, passando così in pratica ad una sanzione
dal trecento al seicento per cento della maggiore imposta dovuta o del
minor credito derivanti dal recupero della deduzione ove non spettante.
Ma non basta, perchè ora viene configurata altresì una responsabilità
solidale tra il soggetto che ha erogato la somma e l’ONLUS beneficiaria,
rendendo cioè dichiaratamente gli amministratori obbligati – appunto in
via solidale con il donante – in ordine alle maggiori imposte accertate ed
alle sanzioni applicate, quando la deduzione si riveli non spettante per
la carenza dei caratteri solidaristici e sociali propri delle ONLUS ma da
quest’ultima nel concreto dichiarati in comunicazioni rivolte al pubblico
ovvero agli stessi soggetti erogatori (magari, dietro loro “ragionevole”
richiesta….).
In buona sostanza, come accennato, sembra di capire che il legislatore si
sia voluto premunire contro possibili “deviazioni” dalla finalità
solidaristica dell’agevolazione non solo inasprendo le sanzioni, ma anche (
e più efficacemente, diremmo) prevedendo la corresponsabilità di entrambe
le parti “in gioco” (soggetto erogatore e ONLUS), costringendole in ultima
analisi a verificare congiuntamente che tutte le condizioni previste per la
fruibilità della deduzione (limiti e condizioni oggettive della stessa,
natura dell’ente beneficiario, obblighi di contabilizzazione e di
rendicontazione di quest’ultimo) siano puntualmente rispettate.
Naturalmente, queste brevi considerazioni non mirano certo a scoraggiare il
ricorso a tali forme di intervento nel “sociale”, anche perchè
l’agevolazione è, e resta, in linea teorica estremamente conveniente, e
senza trascurare la sua utilità appunto “sociale”.
Si vuole soltanto invitare alla prudenza.
(r. santori)

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