Sediva News del 21 luglio 2005

la dispensazione degli otc – quesito

Sto per aprire una sanitaria in un locale adiacente alla farmacia di mio
padre (ove esercito la mia attività in qualità di collaboratore
dell’impresa familiare), nella quale verrà impiegata una farmacista
regolarmente iscritta all’albo.
E’ possibile vendere gli OTC all’interno della sanitaria, visto che la
dispensazione è riservata al farmacista e non alla farmacia?

L’art. 3 del D.Lgs 539/02 definisce medicinali da banco o di
automedicazione (appunto gli OTC) come “i medicinali che, per la loro
composizione e il loro obiettivo terapeutico, sono concepiti e realizzati
per essere utilizzati senza intervento di un medico per la diagnosi, la
prescrizione o la sorveglianza nel corso del trattamento e, se necessario,
con il consiglio del farmacista”.
Dunque, trattandosi di “medicinali”, essi possono essere dispensati
soltanto dal farmacista e, badi bene, soltanto in farmacia , come insegna
l’ “antico”, ma tuttora in vigore art. 122 del T.U. LL.SS. (“ la vendita al
pubblico di medicinali … non è permessa che ai farmacisti e deve essere
effettuata nella farmacia”), e come peraltro ribadisce anche il secondo
comma dell’art. 3 appena citato, che infatti, appunto a proposito degli
OTC, ricorda che “il farmacista può dare consigli al cliente in farmacia”.

Per la verità, una nota associazione dei consumatori ha pensato bene due o
tre giorni fa di assumere a Roma una iniziativa (stravagante quanto
provocatoria) diretta a scalfire in qualche modo questo importante
principio-cardine della normazione farmaceutica, organizzando la
distribuzione al dettaglio di OTC (a prezzi scontatissimi !) all’interno
di un ipermercato, sia pure preponendo alla vendita un farmacista e
tentando, con alcune altre accortezze un po’… empiriche, di evitare di
incorrere nel reato previsto dall’art.3 della l.362/91 (che punisce – con
l’ arresto e l’ammenda – “chiunque apre una farmacia o ne assume
l’esercizio senza la prescritta autorizzazione”). Senonchè, a parte il
comprensibile disagio suscitato tra gli “addetti ai lavori”, l’iniziativa
non dovrebbe nel concreto aver procurato danni eccessivi a nessuno, e
neppure al principio in argomento, talché anche il farmaco “da banco” –
almeno per il momento – dal canale-farmacia non può sicuramente “uscire”,
nonostante il diverso avviso del Codacons.
La Sua interpretazione – che, tuttavia, sembrerebbe soprattutto un
personale….auspicio – non ha dunque fondamento; e del resto, ci pare
che il sistema sia stato già abbastanza scosso dalla “legge–Storace” (a
tacere dell’Antitrust, della U.E., ecc.) perchè si avverta la necessità di
ulteriori, importanti deviazioni (ne abbiamo fatto cenno anche nelle
Sediva News del 23/05/05, 31/05/05 e 08/06/05).
(g.bacigalupo)

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