Sediva News del 15 luglio 2005

Novità sull’assegno per il nucleo familiare

L’INPS ha reso noto che, con decorrenza 2005, l’assegno per il nucleo
familiare “ANF” (che per uno stesso nucleo, si badi bene, è uno soltanto)
può essere erogato non solo all’avente diritto ma anche, alternativamente,
al coniuge del richiedente; quest’ultimo compilerà anche, autonomamente,
l’apposito spazio indicato nel modello ANF/DIP 559, che poi – allegandovi
un certificato di stato di famiglia- dovrà consegnare al datore di lavoro.
Il nucleo familiare, ricorda ancora l’INPS, può essere composto da:
– il richiedente;
– il coniuge non separato;
– i figli legittimi, adottivi, legalmente riconosciuti di età inferiore ai
18 anni;
– i figli senza limiti di età con infermità o difetto fisico mentale,
impossibilitati al
lavoro;
– fratelli non coniugati di età inferiore ai 18 anni, ovvero senza limiti
di età nel
caso in cui siano infermi e orfani di entrambi i genitori;
– il coniuge e i figli del lavoratore comunitario non residente in Italia e
del cittadino
extracomunitario soltanto ove residente in Italia
Il reddito familiare è evidentemente costituito dalla somma dei redditi
assoggettati ad IRPEF (al netto perciò degli oneri deducibili), inclusi
quelli a tassazione separata e quelli realizzati all’estero, prodotti dai
componenti il nucleo familiare nell’anno di cui si tratti.
A questo fine vanno considerati i redditi di qualsiasi natura (purché di
importo superiore a 1.032,92 annui), compresi quelli esenti da imposta o
soggetti a ritenuta alla fonte, e sono invece esclusi dal calcolo le
indennità di accompagnamento, il TFR, le indennità di trasferta (per la
parte esente da imposte) e naturalmente gli stessi assegni familiari.
Questi ultimi, infine, non spettano nel caso in cui la somma dei redditi
da lavoro dipendente o da pensione prodotti dal nucleo familiare sia
inferiore al 70% dell’intero reddito della famiglia.
Quanto alla misura dell’assegno, varia in relazione alla consistenza
numerica del nucleo familiare e al reddito familiare, e viene erogato in
misura intera quando il lavoratore abbia prestato mensilmente almeno 104
ore lavorative (24 ore settimanali), se operaio, e 30 ore mensili (30
settimanali) se impiegato, mentre, in caso di prestazioni lavorative
svolte in misura inferiore, la determinazione dell’importo spettante verrà
operata in base alle giornate di lavoro effettivamente prestate (per il
part-time, l’erogazione dell’assegno è in ogni caso condizionata ad una
prestazione lavorativa non inferiore a 24 ore settimanali).
Inoltre, il diritto all’assegno matura dal primo giorno del periodo di paga
in corso al momento in cui si realizzano tutte le condizioni e cessa alla
scadenza del periodo di paga in corso alla data in cui anche una sola di
tali condizioni sia venuta a mancare.
Il lavoratore, infine, deve comunicare al datore di lavoro le eventuali
variazioni della composizione del nucleo familiare entro 30 giorni dal
loro verificarsi.
(gio.bacigalupo)

La SEDIVA e lo Studio Bacigalupo Lucidi prestano assistenza contabile, commerciale e legale alle farmacie italiane da oltre 50 anni!