Sediva News del 16 giugno 2005

Sorpresa : la riduzione dell’Irap slitta al 2006

Suscitando reazioni facilmente intuibili, il Consiglio dei ministri –
impossibilitato, per le ferme opposizioni all’interno della maggioranza, ad
aumentare l’Iva – ha deciso la scorsa notte di rinviare al 2006
l’annunciata riduzione dell’Irap, per di più “spalmandola” in tre anni.

Come se non bastasse, sta per essere pubblicato nella G.U. un decreto legge
(anch’esso naturalmente governativo) che ci costringerà a versare comunque
l’Irap per intero anche per l’anno 2005, perché vi è espressamente prevista
– un “geniale” colpo di mano, non c’è che dire – la sospensione
dell’efficacia della norma di legge (quella sul c.d. ravvedimento operoso)
che consente di versare in ritardo le imposte dovute maggiorandole di
sanzioni estremamente ridotte.

Ci viene così in pratica frustrata qualsiasi concreta “chance” di sottrarci
ora al pagamento del primo acconto 2005 dell’ Irap (e anche, ovviamente,
quella di sottrarci – a novembre – al pagamento del secondo) in attesa
della famosa sentenza della Corte di giustizia europea sulla legittimità
dell’imposta, dato che, se non pagassimo, dovremmo farci carico delle
sanzioni “normali” del 30%, evidentemente troppo onerose.

In sostanza, dunque, sempre attendendo….l’Europa, questo slittamento al
2006 della prima “tranche” della riduzione dell’Irap ci farà versare
l’imposta per il 2005 nella sua interezza (compreso, perciò, il saldo
dovuto nell’estate 2006), e pertanto i Mod. F24 che sono stati trasmessi
alle farmacie assistite (e che comprendono appunto anche il primo acconto
Irap 2005) dovranno bensì essere “tranquillamente” pagati, ma pur sempre
(come chiarito nella Sediva news del 24/05/2005) entro il 20/07/2005 (e non
quindi entro il 20/06/2005, salvi i casi in cui la farmacia lo abbia
richiesto espressamente), perché la conversione in legge del d.l. potrà pur
sempre riservare qualche sorpresa, magari questa volta a favore dei
contribuenti, viste le immediate reazioni contrarie delle forze sociali
(inclusi gli imprenditori, ai quali pur il provvedimento concede importanti
benefici in tema di fusioni).

(Studio Associato)

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