Sediva News del 14 giugno 2005

La contabilizzazione dei servizi resi dalla farmacia – QUESITO

Vorrei conoscere la procedura da osservare nella riscossione di
corrispettivi relativi a prestazioni di servizi, quali autoanalisi,
misurazioni di pressione, bilance pesapersone, distributori automatici,
ecc.
In particolare, vorrei sapere se devo emettere scontrino, a quale aliquota
e in quale colonna del registro dei corrispettivi devo registrare
l’operazione.

I proventi derivanti alla farmacia da noleggi, autoanalisi, misurazioni
della pressione ecc…, rientrano, come è noto, tra i ricavi della farmacia e
si tratta, in particolare, di prestazioni considerate accessorie
all’attività principale.
Ora, a partire dal 21/12/1992 è possibile optare per il rilascio dello
scontrino fiscale (in luogo della ricevuta fiscale), il quale deve però
contenere tutti gli elementi idonei ad identificare la prestazione resa.
Il tecnico che cura la manutenzione del registratore di cassa dovrà quindi
destinare alcuni comparti del registratore stesso appunto a tali servizi,
cosicché, ad esempio, per la misurazione della pressione si dovrà
rilasciare lo scontrino con l’indicazione (anche abbreviata) di
“pressione”, per il noleggio di articoli medicali si preciserà “nolo”, e
così via.
Diverso è il caso della bilancia pesapersone, perché qui il cliente,
utilizzando monete o gettoni, non deve ottenere lo scontrino per la
prestazione richiesta; e però, al termine della giornata di lavoro, il
titolare deve svuotare la gettoniera e battere lo scontrino nel comparto
riservato, appunto, alla “bilancia” (questo scontrino, va comunque
successivamente eliminato, se non altro perché, ove rinvenuto nei locali
della farmacia, potrebbe esporre il titolare alla sanzione per la mancata
consegna al cliente, pur se, come appena osservato, per l’utilizzo di
monete egli non riceve alcuno scontrino per il costo sostenuto).
Lo scontrino va invece consegnato anche per le c.d. autoanalisi, fermo
restando che il cliente potrebbe richiedere una fattura alla farmacia, dato
che la spesa rientra tra gli oneri sanitari detraibili al 19% del loro
ammontare in sede di dichiarazione dei redditi.
In questo caso, peraltro, la fattura non può portare la dizione “analisi
diagnostiche”, ma “utilizzo dell’apparecchiatura per autoanalisi
diagnostiche”, perché le analisi cliniche come tali non rientrano
naturalmente tra le prestazioni consentite al farmacista (sono comunque in
commercio registratori di cassa c.d. “parlanti”, nei quali è possibile
“digitare” anche il codice fiscale del cliente evitando così, ad ogni
effetto, l’emissione di fatture).
Quanto ai profili contabili, i corrispettivi per tali servizi vanno
evidenziati separatamente dagli altri ricavi e contabilizzati con
riferimento ad un conto comunemente denominato “proventi per servizi”, che
rientra nella determinazione dell’Iva secondo il criterio della
“ventilazione”, perché, come si è accennato, queste sono tutte prestazioni
accessorie all’attività principale esercitata.
Se, tuttavia, la prestazione viene resa gratuitamente (come talora quella
inerente alla misurazione della pressione), non va battuto lo scontrino e
neppure evidenziato il mancato
corrispettivo, mentre, quando siano consegnati gratuitamente alcuni
prodotti che la farmacia normalmente commercia (per esempio, un
dentifricio), l’obbligo di emettere e rilasciare lo scontrino permane,
perchè in tale evenienza l’operazione va considerata esattamente come un
qualunque atto di commercio e deve essere assunta al valore normale del
bene, cioè a quello di mercato.
Eccoci, infine, ai distributori automatici.
Ma qui non siamo più nell’area delle prestazioni di servizi, perchè il
corrispettivo della cessione effettuata mediante il distributore
corrisponde pur sempre al costo di acquisto del prodotto maggiorato del
relativo guadagno, al pari perciò di tutti gli altri atti di vendita di
merce effettuata al banco; e pertanto, il corrispettivo giornaliero
realizzato dalle cessioni tramite distributore va regolarmente battuto nel
registratore di cassa come qualsiasi altra cessione di prodotto, senza cioè
distinguerlo in un comparto dedicato (e anch’esso sarà pertanto soggetto
alla ventilazione formando un “corpo” unico con tutte le altre vendite
realizzate nel periodo).

(r.santori)

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