Sediva News del 13 giugno 2005

Soggetta ad Iva l’indennità di avviamento per fine locazione

E’ noto che nel caso di cessazione dell’efficacia del contratto di
locazione per volontà del locatore, è dovuta al conduttore un’indennità di
avviamento pari a diciotto mensilità dell’ultimo canone di locazione
effettivamente corrisposto.

L’Agenzia delle Entrate ha ora chiarito che tale indennità non è
qualificabile come risarcimento in senso proprio (che infatti si configura
soltanto quando una somma sia dovuta per ritardi o inadempimenti di
obblighi contrattuali del locatore) e come tale escluso dall’Iva, ma
costituisce, ben diversamente, il corrispettivo (determinato dalla legge)
dell’“incremento di valore che il conduttore, riconsegnando il bene,
rimette nella disponibilità del proprietario”; e pertanto essa è soggetta
all’Iva nell’aliquota ordinaria.

L’Agenzia ha altresì precisato che l’imponibilità ad Iva è comunque
condizionata alla presenza di un imprescindibile requisito soggettivo del
conduttore, che infatti deve necessariamente essere un’impresa (esercitata
in forma individuale o sociale, non fa differenza).

(s. lucidi)

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