Sediva News dell’8 giugno 2005

La farmacia italiana al vaglio anche della Commissione U.E.

L’Europa ha avviato una procedura di infrazione nei confronti del nostro
Paese (che peraltro bolliva in pentola ormai da tempo) con riguardo alla
legge 362/91 (“riordino del settore farmaceutico”), perché impedisce ai non
farmacisti e alle persone giuridiche (spa, srl) di assumere la titolarità
della farmacia (riservata – è noto – ai farmacisti e alle società di
persone tra farmacisti); infatti – secondo la U.E. – sembrerebbe
sufficiente che un farmacista assuma la direzione responsabile della
farmacia, la cui titolarità potrebbe invece afferire, formalmente e
sostanzialmente, anche a persone – fisiche o giuridiche – estranee alla
Categoria.

Sotto esame anche le norme di quella legge che, come ben sappiamo,
garantiscono agli eredi dei farmacisti (titolari individuali di farmacia o
soci di società di persone) il diritto di mantenere la gestione
(rispettivamente, della farmacia o della quota sociale) per un periodo di
tempo variabile, e comunque non inferiore a tre anni.

Insomma, dopo la “Legge–Storace” e gli “attacchi” interni dell’Antitrust
(che con la sua “Segnalazione” dell’1/06/05 intenderebbe, sempre sui
farmaci Sop e Otc, andare addirittura ben oltre lo stesso dl n. 87/05,
fino ad allargare la vendita al dettaglio dell’automedicazione anche ad
esercizi commerciali diversi dalle farmacie), la farmacia italiana deve
difendersi anche sul versante europeo. E speriamo che basti…

(g.bacigalupo)

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