Sediva News del 13 maggio 2005

Irap già versata e Irap da versare

Anche oggi parliamo dunque di questa imposta, perché è ora il momento di
mettere a punto una “strategia” per anticipare in qualche modo gli effetti
eventualmente favorevoli (per il contribuente italiano) del giudizio
pendente presso la Corte di giustizia europea relativo alla compatitibilità
della nostra Irap con l’ordinamento comunitario.
Sull’argomento (di cui abbiamo discorso più volte) sappiamo ormai quasi
tutto quel che allo stato c’è da sapere, e in particolare – viste le
conclusioni rassegnate dall’Avvocato generale presso la Corte – siamo
tutti convinti che una definitiva “condanna” dell’imposta sia a questo
punto pressoché inevitabile, anche se lo stesso Avvocato generale,
consapevole delle devastanti conseguenze per le casse erariali italiane, ha
“suggerito” di far valere l’eventuale sentenza di condanna solo per il
futuro.
Tuttavia, pur non essendo in grado nessuno di anticipare l’effettivo
contenuto della pronuncia, sembra rendersi oggi opportuno presentare ad
ogni buon fine una richiesta formale di rimborso dell’imposta pagata
nell’ambito del termine prescrizionale di 48 mesi decorrente dalla data del
singolo versamento e fino ad abbracciare l’intero 2004.
Abbiamo così voluto predisporre per tutti i nostri clienti l’istanza da
produrre all’Agenzia delle Entrate competente, il cui testo – da noi
preparato quasi nella sua interezza – sta per essere trasmesso
individualmente al singolo interessato, e che in ogni caso ciascuno (e
senza necessità, in tal caso, di registrarsi al sito) potrà ben presto
reperire – in un fac-simile “bianco” – nell’Area Clienti (Circolari &
Varie) di www.sediva.it.
L’istanza, come potrete rilevare, si rivolge a tutti i versamenti Irap da
Voi effettuati in relazione agli interi anni d’imposta 2000, 2001, 2002,
2003 (saldi e acconti) e agli acconti per l’anno d’imposta 2004, ma,
attenzione, considerato il termine prescrizionale di cui si è detto,
l’istanza dovrà essere trasmessa cautelativamente entro il 10 giugno 2005,
cioè non oltre quattro anni dalla data (compresa tra giugno e luglio 2001)
del versamento operato a saldo dell’anno 2000.
L’Agenzia delle Entrate, però, naturalmente non risponderà (salvi…miracoli
dell’ultima ora), cosicché, trascorsi 90 giorni dall’inoltro dell’istanza,
si perfezionerà il silenzio-rifiuto (che in questa materia, infatti, non è
assurto al rango di silenzio-assenso, nonostante il d.l. sulla
competitività su cui torneremo in una prossima news), contro il quale il
contribuente potrà adire la Commissione tributaria competente per
territorio per far valere la propria pretesa.
Nelle more, peraltro, sarà sicuramente pronunciata l’attesa sentenza della
Corte europea, il cui contenuto permetterà quindi di verificare anche
l’opportunità o meno di iniziare nel concreto tale iter contenzioso.
Questo, giova ribadirlo, per quanto attiene i versamenti dell’Irap operati
fino al 31 dicembre 2004.
Meno semplice è invece il problema se versare o non versare il saldo 2004
e/o l’acconto 2005 calcolati in sede di redazione del Mod. Unico 2005
(redditi 2004), dato che – non dimentichiamolo – il nostro ordinamento
tributario prevede tuttora l’obbligo di versare l’Irap, e quindi
l’omissione costituirebbe di per sé una precisa violazione di legge.
Ma su questo specifico dilemma torneremo con ciascuno dei nostri clienti
nel corso degli incontri che stiamo tenendo con Voi per la redazione
appunto del Mod. Unico 2005, anche se la soluzione concreta che si va
profilando è al momento articolata: a) sul versamento dell’Irap dovuta a
saldo 2004 (salvo, all’esito della pronuncia europea, presentare istanza di
rimborso anche per tale importo); e b) sul non versamento dell’Irap dovuta
in acconto 2005.
Infatti, la scelta sub b), ove si riveli poi contrastante con la decisione
della Corte europea (che, cioè, ritenga in ipotesi dovuto il tributo),
consentirà di ridurre i “danni” davvero al minimo, perché potremmo in tale
evenienza usufruire pur sempre dell’istituto del c.d. “ravvedimento
operoso”, che consente di versare l’imposta semplicemente maggiorata degli
interessi calcolati al saggio legale (2,5% annuo) e le sanzioni in misura
ridotta corrispondenti al 6% dell’imposta.
Non è escluso, tuttavia, che il Governo (che si sta già esprimendo in tal
senso) ponga nel frattempo un qualche “riparo” al rischio, tutt’altro che
astratto, di non incassare un rilevante importo alla scadenza dei
versamenti (l’Irap, si sa, finanzia parte della sanità), perché
evidentemente è ben consapevole di queste chanches che la legge vigente
concede ai contribuenti. E quindi, potrà essere il caso di attendere
addirittura fino al termine ultimo del 20 luglio p.v. (o giù di lì) prima
di procedere al versamento del saldo 2004 ed al non versamento
dell’acconto 2005.
Per tornare, infine, all’istanza di rimborso dell’Irap pagata fino al
31/12/2004, varrà probabilmente la pena di presentarla comunque,
indipendentemente cioè da eventuali provvedimenti governativo, perchè il
diritto di rimborso sembra derivare soltanto dal contenuto della decisione
della Corte europea.

(Studio Associato)

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