Sediva News del 5 maggio 2005

La detraibilità dell’iva anche in assenza di operazioni attive

Non è certo infrequente l’ipotesi che un contribuente (soprattutto se
imprenditore) debba sostenere delle spese, regolarmente documentate da
fatture, ancor prima di iniziare la propria attività: è il caso, ad
esempio, dell’acquisto o del conseguimento per concorso di una farmacia,
laddove l’acquirente o l’assegnatario – in attesa del provvedimento
dell’autorità sanitaria che lo riconosca formalmente titolare della
farmacia – sia chiamato a far fronte, poniamo, ad oneri notarili o legali,
ovvero alle spese inerenti all’allestimento dei locali.

Ora, precisa una recente decisione della Commissione tributaria regionale
dell’Umbria (confermando peraltro il conforme orientamento già espresso
dalla Cassazione), l’iva risultante da tutte queste fatture di spesa può
essere regolarmente portata in detrazione (e quindi calcolata a credito)
indipendentemente dal compimento di operazioni attive, come – per restare
nell’esempio della farmacia acquistata o conseguita per concorso, ma non
ancora aperta al pubblico a proprio nome – le cessioni di farmaci ai
privati e/o al SSN.

L’unico limite alla detraibilità resta naturalmente quello della famosa
inerenza delle spese sostenute (e quelle dell’esempio sono ovviamente tutte
inerenti) all’attività che sarà esercitata.

(s.lucidi)

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