Sediva News del 2 maggio 2005

Ancora sulla detrazione dei mutui

La Sediva news del 26/04/2005 ha fatto insorgere dubbi e preoccupazioni in
vista di questa prossima dichiarazione dei redditi, perché evidentemente
sono davvero numerosi – come del resto prospettiamo in quella news – i casi
concreti in cui l’importo del mutuo concesso sull’abitazione principale sia
superiore a quello del prezzo d’acquisto risultante dal rogito.

E però, le cose stanno ormai come le ha chiarite la risoluzione n. 20 del
20/04/05 dell’Agenzia delle Entrate, e dunque la detraibilità degli
interessi relativi a questo tipo di mutuo deve ritenersi senz’altro
limitata dal prezzo dichiarato nell’atto e va determinata appunto secondo
la formula costo d’acquisto per interessi pagati diviso capitale concesso
in mutuo, talchè tutti coloro che hanno acceso mutui per un importo
superiore al prezzo devono ora rideterminare la quota di interessi passivi
su cui applicare la detrazione pari al 19%.

Dobbiamo tuttavia cogliere questa occasione per aggiungere che, sempre
secondo la risoluzione, il prezzo dichiarato – ancora ai fini di quel
calcolo – deve comunque essere incrementato degli oneri accessori, quali
le spese notarili relative all’atto di compravendita, l’imposta di
registro, le imposte catastali e ipotecarie e i compensi di mediazione (in
pratica, cioè, tutte quelle spese direttamente connesse all’acquisto di un
immobile), e quindi l’importo di questi oneri eleva in definitiva il prezzo
aumentando così la base su cui determinare gli interessi detraibili.

Diverso “percorso” hanno invece gli altri oneri sostenuti dall’acquirente a
latere dell’operazione di acquisto dell’immobile, quali, ad esempio,
l’onorario del notaio strettamente riferito alla stipula del contratto di
mutuo, ovvero le spese rimborsate a quest’ultimo dall’acquirente, come gli
oneri relativi all’iscrizione e/o cancellazione dell’ipoteca o l’imposta
sostitutiva sul capitale erogato. Queste voci di spesa, infatti, ben
diversamente dalle altre, vengono sommate direttamente agli interessi e
quindi considerate immediatamente ai fini della detrazione nell’anno stesso
in cui esse sono state sostenute (anche se, giova ricordarlo una volta di
più, l’importo-limite su cui, a questo titolo, va calcolata la detrazione è
sempre quello delle vecchie 7.000.000 di lire, cioè di € 3.615,19).

E però, tutti coloro che sono interessati da questo caso dovranno
soprattutto preoccuparsi di reperire la documentazione necessaria (atto di
acquisto, contratto di mutuo, documentazione degli oneri del primo e del
secondo tipo, ecc…), perché al… resto, cioè all’effettuazione dei calcoli
ed a quant’altro, dovrà evidentemente provvedere chi si occuperà
professionalmente di predisporre la dichiarazione dei redditi.
(Studio Associato)

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