Sediva News del 22 aprile 2005

Il lavoro del collaboratore familiare al di fuori della farmacia – QUESITO

Può un collaboratore (farmacista) in impresa familiare partecipare ad una
società al di fuori della farmacia o anche essere proprietario, ad esempio,
di una palestra con piscina?

Ai fini civilistici (art. 230-bis c.c.), ma anche per l’ordinamento
tributario (art. 5, DPR 917/86), in tanto può configurarsi un’impresa
familiare, in quanto il familiare presti “in modo continuativo la sua
attività di lavoro” per o nell’impresa.

Nessun problema, dunque, se la partecipazione alla società da Lei
ipotizzata riguardi una srl o una spa, perchè in tal caso si realizza un
mero investimento di capitale evidentemente compatibile con ogni altra
attività.

Ove invece si tratti della partecipazione ad una società di persone (snc o
sas) o di una attività imprenditoriale individuale, vicende che prevedono
spesso una (sia pur minima) attività lavorativa, va operato un giudizio
soprattutto in ordine alla prevalenza del lavoro svolto dal familiare
nell’impresa (familiare) rispetto alle altre sue eventuali attività
lavorative, perché – oltre alla già ricordata continuità – il lavoro del
collaboratore nell’i.f. deve anche possedere – sia pure soltanto per la
citata norma tributaria (e non per l’art. 230-bis c.c.) – il requisito
appunto della prevalenza.

In definitiva, a parte l’ipotesi di partecipazione ad una società di
persone titolare di farmacia (per la quale scatterebbe senz’altro
l’incompatibilità prevista dall’art. 8, lett. a), della L. 362/91), il
lavoro nell’i.f. non impedisce – in principio – un’altra attività
lavorativa, ma si tratta, caso per caso, di verificarne la conciliabilità
sotto i detti profili della continuità e della prevalenza, tenendo tuttavia
presente che, laddove, ad esempio, il reddito derivante al familiare
dall’attività diversa (come potrebbe essere il caso proprio della gestione
di una palestra condotta in forma di impresa individuale) si riveli magari
superiore a quello attribuitogli dal titolare dell’i.f., non sarebbe
agevole “difendere”, sempre sotto l’aspetto fiscale, la sua partecipazione
all’impresa familiare.

(g.bacigalupo)

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