Sediva News del 19 aprile 2005

La merce resa dal cliente e rimborsata dalla farmacia

L’Agenzia delle Entrate si è occupata ancora una volta (v. Sediva news del
18/02/2005) del caso in cui il cliente di un dettagliante (come la
farmacia) venga da quest’ultimo rimborsato del prezzo di una merce
acquistata e pagata e poi, per una qualunque (legittima) ragione,
restituita al titolare dell’esercizio unitamente allo scontrino
precedentemente emesso (perché, attenzione, senza quello scontrino il
procedimento di reso, almeno dal punto di vista fiscale, non ha neppure
inizio…).

E’ stato comunque anche qui ribadito che il dettagliante deve dapprima
aprire una “pratica di reso”, datata e numerata, e contenente tutti i dati
relativi all’originaria operazione di vendita (ivi compresi gli estremi
dello scontrino fiscale emesso in quella circostanza), e successivamente
emettere uno scontrino con la descrizione della merce, l’indicazione
“rimborso per restituzione vendita”, ed il numero identificativo della
“pratica di reso”.

A questo punto, continua l’Agenzia, può essere annotato sul registro di
prima nota dei corrispettivi (naturalmente, in diminuzione degli incassi
giornalieri) l’ammontare restituito al cliente facendone menzione anche
sullo scontrino di chiusura giornaliero.

Da parte sua, il cliente dovrà sottoscrivere una ricevuta dell’avvenuto
rimborso, che il dettagliante conserverà evidentemente nella “pratica di
reso”.

Piaccia o non piaccia, questa è la procedura.

(Studio Associato)

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