Sediva News dell’8 aprile 2005

Andare dal medico potrà costare di più

Dopo oltre trenta anni di esenzione dall’iva di tutte le prestazioni
mediche, alcune di esse, a seguito di una sentenza del 20/11/03 della Corte
di Giustizia Europea, sono invece rientrate – quasi improvvisamente – nel
campo di applicazione dell’imposta: si tratterebbe, più precisamente, delle
prestazioni che si sostanziano in pareri (di carattere medico, ovviamente),
sulla base dei quali devono essere adottati provvedimenti, ovvero
perfezionati contratti o rapporti giuridici di qualsiasi tipo o natura.

La Corte di Giustizia, in poche parole, ha circoscritto l’esenzione
dall’iva alle sole prestazioni mediche dirette a tutelare o curare lo stato
di salute o il benessere psichico dei singoli soggetti, assumendo invece
l’applicazione dell’aliquota del 20% per i pareri dei medici legali, e per
le perizie in genere, finalizzati al riconoscimento di cause di servizio,
all’istruzione di cause giudiziarie instaurate per errori medici,
all’ottenimento di pensioni di invalidità, alla stipula di polizze
assicurative sulla vita e/o di polizze di assistenza sanitaria, al
completamento degli esami di carattere medico richiesti dal datore di
lavoro per l’assunzione di un lavoratore, ecc…

E l’Agenzia delle entrate, con una recente circolare, ha fatto bensì
propria questa pronuncia “europea”, precisando tuttavia che talune
prestazioni (come, ad esempio, le visite previste per il rilascio o il
rinnovo della patente, gli interventi di chirurgia estetica, le
dichiarazioni di nascita o di morte o di malattie infettive) restano invece
esenti da iva.

Ora, in base ai principi generali, questo distinguo tra prestazioni mediche
esenti e prestazioni imponibili all’iva, dovrebbe aver effetto sin dalla
data di pubblicazione della sentenza della Corte di Giustizia, e però la
ricordata risoluzione ministeriale sull’argomento è datata soltanto 28
gennaio 2005, talchè dovrebbe potersi invocare l’art. 10 della l. 27/7/2000
n. 212 (Statuto dei diritti dei contribuenti) secondo cui il contribuente
non può essere sanzionato quando sussistano obiettive condizioni di
incertezza sulla portata e/o sull’ambito applicativo della norma
tributaria.

In conclusione, in caso di mancata applicazione dell’iva – nel periodo
pregresso – per prestazioni mediche ritenute soltanto ora assoggettate
all’imposta, non sembra possano essere irrogate sanzioni.

(f.lucidi)

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