Sediva News del 7 aprile 2005

L’acquisto dell’auto per il figlio in impresa familiare – QUESITO

Intendo acquistare, avendo una società familiare con mio figlio,
un’automobile per lui.
Gradirei un esempio pratico del beneficio fiscale che può derivarne
all’azienda, ed in particolare sapere se esso vale anche in caso di
acquisto di un’auto usata (come un fuoristrada 5 porte, mod. Terrano della
Nissan) che mio figlio userebbe particolarmente per la succursale estiva
della farmacia di cui egli è il direttore responsabile.

Dunque, la farmacia è gestita nella forma dell’impresa familiare, e Suo
figlio vi riveste il ruolo di collaboratore.

Questo vuol dire che non possono ritenersi applicabili le regole previste
per l’auto concessa in uso al dipendente (v. Sediva news del 23/02/2005 e
del 14/02/2005) e che non può valere neppure la regola (non scritta, ma
comunemente accettata) prevista per le società di persone, che giustifica
la presenza di tante auto quanti sono i soci.

Pertanto, la presenza di una seconda vettura (che quindi dovrebbe in ogni
caso essere intestata al titolare e la fattura “indirizzata” alla farmacia)
nella contabilità di un esercizio condotto in forma individuale (ovvero, il
che è lo stesso, nella forma di impresa familiare) potrebbe essere oggetto
di contestazioni in sede di verifica da parte dell’Amministrazione
Finanziaria, visto che la farmacia ne possiede già una per l’esercizio
dell’attività (anche se la presenza della “succursale” potrebbe esserLe di
qualche aiuto…).

Quanto all’acquisto di un’auto usata, le regole sulla deducibilità (o
indeducibilità) della spesa restano le stesse, salva la perdita della
detrazione del 10% dell’Iva, perché, nella gran parte dei casi, l’acquisto
è accompagnato dall’emissione, da parte del cedente, di una ricevuta o di
una fattura senza iva esposta.

Le ricordiamo che, ove Lei ritenesse di procedere a tale acquisto, il 50%
del costo (ma con il tetto di spesa di € 18.076,00) sarebbe deducibile per
quote di ammortamento ( in 5 esercizi); e così pure le spese accessorie
(tassa di possesso, assicurazione, carburanti, manutenzioni), anch’esse
recuperabili per la metà del loro ammontare.

(r.santori)

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