Sediva News del I aprile 2005

“Reti aziendali” di telefonia mobile – QUESITO

Abbiamo ricevuto un depliant che ci illustra la possibilità di creare una
rete aziendale di telefonia mobile a nome della nostra farmacia, così da
poter dedurre le relative spese sia come imponibile che ai fini iva.
L’offerta riguarda la rete Vodafone (che in zona è la più diffusa e
usata),e parla di agevolazioni sia per le chiamate “Intranet” che su rete
fissa. Cosa ci consigliate di fare?

Le fatture relative ad utenze di telefonia mobile (contratti singoli o
“reti aziendali”, non fa differenza) sono deducibili al 50% e naturalmente
anche la relativa Iva è detraibile nella stessa misura, sempreché però,
badi bene, il contratto sconti la tassa di concessione governativa di €
12,92 mensili per ciascuna linea telefonica (si tratta del vecchio c.d.
contratto affari).

Purtroppo, qui la norma di riferimento ha circa 15 anni di età, e, senza il
rispetto di tale condizione, non è possibile beneficiare di alcun vantaggio
fiscale.

E proprio perchè praticamente i risparmi fiscali si rivelano spesso
inferiori all’onere (consistente) della tassa di concessione governativa,
nel concreto si preferisce spesso rinunciare ad intestare le utenze alla
“farmacia”; potrebbe fare evidentemente eccezione l’ipotesi di un grande
traffico telefonico mediante cellulari, che però mal si concilia con
l’attività di farmacia (che è dotata già di una o più utenze fisse) e che
del resto, sotto altro profilo, non si ricondurrebbe con facilità a quel
fondamentale criterio generale di inerenza più volte da noi evocato.

Se poi consideriamo anche l’effetto induttivo (per la presunzione di
“fatturato” che le spese telefoniche generano di per sè nello studio di
settore), questo tipo di operazioni finisce per essere decisamente
sconsigliabile.

(Studio Associato)

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