Sediva News del 24 marzo 2005

I collaboratori familiari nei confronti dell’Enpaf – QUESITO

Sono titolare di una farmacia urbana in impresa familiare con mio figlio,
che però è anche il direttore della nostra succursale estiva (aperta per
circa tre mesi all’anno).
Gradirei sapere se mio figlio può, e in che misura, chiedere la riduzione
dei contributi previdenziali Enpaf (ho letto a questo riguardo la Vostra
news del 03/03/2005).

La risposta qui deve essere negativa, perché secondo il regolamento
dell’Enpaf la riduzione della contribuzione ordinaria – lo si è chiarito
appunto nella Sediva news del 03/03/2005 – può essere richiesta, ad
esempio, dal farmacista dipendente (perché già versa i contributi Inps)
come anche dal farmacista che dichiari tout court (con semplice
“autocertificazione”) di “non lavorare”.

Nel Suo caso, invece, la mera partecipazione di Suo figlio all’impresa
familiare configura “per definizione” lo svolgimento di un’attività
lavorativa da parte di quest’ultimo, la quale però – ed ecco l’altro
aspetto decisivo – non viene espletata, sempre “per definizione”, in un
rapporto di lavoro subordinato (e sotto tale profilo, beninteso, non ha
nessun rilievo la direzione della succursale estiva).

Proprio per questo, i farmacisti collaboratori in impresa familiare non
sono – in principio – ammessi dall’Enpaf a riduzioni contributive.

(s.lucidi)

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