Sediva News del 22 marzo 2005

E’ ufficiale: per gli immobili storici locati vale la tariffa d’estimo più
bassa

L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 9/E del 14/03/2005, pone
finalmente termine alla lunga diatriba relativa al reddito da dichiarare
per le locazioni degli immobili riconosciuti d’interesse storico ed
artistico, disponendo che la base imponibile (che il proprietario deve
perciò inserire nella propria dichiarazione dei redditi) non è costituita
dal canone di locazione, ma in ogni caso dalla rendita catastale ottenuta
applicando la minore tra le tariffe d’estimo previste per la zona censuaria
nella quale è collocato il fabbricato.

La circolare, coerentemente, invita quindi gli uffici periferici ad
abbandonare il contenzioso accumulatosi in questi anni di incertezze e a
disporre i dovuti rimborsi.

In realtà, l’amministrazione finanziaria non ha fatto altro che tener conto
delle ormai numerose pronunce della Corte di Cassazione che davano ragione
ai contribuenti sulla correttezza di questo metodo di calcolo (appunto la
minore delle tariffe d’estimo), peraltro già applicabile per i fabbricati
non locati ed ora, dunque, anche per quelli locati.

L’Agenzia delle Entrate chiarisce tuttavia che l’agevolazione si applica
soltanto alle unità immobiliari di tipo abitativo e che essa non può essere
estesa anche alla determinazione della base imponibile per il calcolo
dell’imposta di registro del 2% o al calcolo delle altre imposte indirette,
quali, ad esempio, quelle dovute in occasione del trasferimento di
proprietà.

(r.santori)

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