Sediva News del 18 marzo 2005

L’utilizzo di un portatile “domestico” per la farmacia – QUESITO

Ho un portatile ad uso domestico; posso utilizzarlo per la farmacia?

La regola fiscale vuole che tutti i beni strumentali utilizzati
nell’esercizio di un’impresa siano inseriti nelle scritture contabili (e,
in particolare, nel registro dei cespiti ammortizzabili) ovvero siano
posseduti dall’imprenditore a titolo diverso (leasing, locazione,
noleggio, comodato).

Tuttavia, nel nostro ordinamento i beni personali di un imprenditore
possono confondersi con quelli dell’impresa (nel diritto commerciale
francese e in quello tedesco, ad esempio, questi ultimi sono invece
giuridicamente separati dai primi, un po’ come da noi è previsto per le
società di capitale ed anche, sostanzialmente, per quelle di persone), e
dunque è auspicabile che – sin dall’origine, e cioè dal momento stesso
dell’acquisto – il bene strumentale sia anche formalmente destinato ( nel
nostro caso) all’esercizio della farmacia (ad esempio, intestando la
fattura d’acquisto direttamente al luogo in cui quest’ultima è ubicata),
impedendone per ciò stesso l’uso privato/familiare e perciò la sua
confusione con i beni personali del titolare.

In ogni caso, vale la pena precisarlo, un bene acquistato a titolo
personale ben può essere in un secondo momento trasferito all’impresa
iscrivendolo nel registro cespiti (ad un valore magari simbolico come €
1,00); in tal modo, se ne potrà giustificare la presenza anche “fisica”
nella farmacia e quindi dedurre le eventuali spese accessorie
(manutenzioni e riparazioni), anche se non se ne potrà mai recuperare il
valore ai fini dell’ammortamento, né detrarre l’Iva inerente all’acquisto
operato a suo tempo come bene personale.

(r.santori)

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