Sediva News del 15 marzo 2005

L’ampliamento di una “prima casa”

L’Agenzia delle Entrate, esaminando un caso di ampliamento, da parte del
contribuente, della propria abitazione (si trattava per l’appunto di una
“prima casa”) mediante acquisto (successivo) di una porzione di immobile
ad essa contiguo (composto di due vani), ha chiarito che i benefici
fiscali previsti per la “prima casa” (pagamento dell’imposta di registro
nella misura ridotta del 3%, e delle imposte ipotecarie e catastali in
misura fissa) si estendono anche all’acquisto di tale seconda unità
immobiliare.

Naturalmente, precisa l’Agenzia, devono sempre sussistere le condizioni
previste dalla legge per fruire delle agevolazioni, e cioè l’acquirente
deve (tuttora) avere la residenza nel comune ove è ubicato l’immobile, non
deve (tuttora) risultare proprietario di altra abitazione nel territorio
comunale e non deve (tuttora) possedere – con riguardo, questa volta,
all’intero territorio nazionale – un’altra casa in precedenza acquistata
con le stesse agevolazioni fiscali.

(Studio Associato)

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