Sediva News del 28 febbraio 2005

Il nuovo accertamento bancario

La Finanziaria per il 2005, come si è accennato anche nella Sediva news del
31/01/2005, fornisce all’Amministrazione nuovi e più agili strumenti per
accedere alle movimentazioni bancarie dei contribuenti assoggettati a
verifiche fiscali.

E’ previsto, infatti, che possa essere richiesto dai verificatori al
Direttore regionale delle Entrate, o al Comandante regionale della Guardia
di finanza, o, infine, al Direttore centrale dell’accertamento dell’Agenzia
delle Entrate, l’autorizzazione (motivata da sospetti di evasione e dunque
da esigenze investigative) ad eseguire indagini “bancarie”, che potranno
tuttavia ora riguardare non più soltanto gli istituti di credito e le Poste
italiane, ma anche gli intermediari finanziari in genere, le imprese di
investimento, le società fiduciarie e le società di gestione del
risparmio.

Cambiano, inoltre, le modalità delle richieste e delle risposte, in quanto
saranno adottate procedure telematiche, con l’obbligo per i detti istituti
di rispondere entro 30 giorni dalla richiesta (prorogabile per ulteriori 20
giorni), in luogo dei 60 giorni tuttora previsti.

Le informazioni, per di più, non potranno più limitarsi alla copia dei
conti intrattenuti con il contribuente “verificato”, ma saranno estese a
tutte le operazioni in genere che possono intercorrere con gli istituti,
ivi comprese le transazioni eseguite per “cassa” allo sportello (non
“coinvolgenti” pertanto un c/c di “appoggio”), le cassette di sicurezza,
nonché gli altri servizi prestati al cliente.

E’ stato infine ribadito, ed anzi rafforzato, il mai troppo criticato
principio dell’inversione dell’onere della prova, la quale continua infatti
imperterrita a far carico al contribuente, che deve, tra l’altro,
dimostrare di aver annotato nella propria contabilità i prelevamenti e gli
accreditamenti emergenti dai conti correnti e dagli altri rapporti, perché,
in caso contrario e in assenza di adeguata giustificazione da parte sua,
essi saranno considerati ricavi (per le imprese) o compensi (per i
professionisti).

Queste disposizioni diventeranno probabilmente operative a decorrere dal
prossimo 1° luglio, ma le nuove modalità dell’accertamento “bancario”
potranno concernere anche periodi d’imposta antecedenti, trattandosi di
norme a carattere procedimentale e quindi estensibili – come già chiarito
dalla Cassazione – a tutti gli anni non prescritti alla data della
verifica.

Insomma, una “stretta” davvero energica, che deve perciò indurre tutti
alla massima diligenza e, se possibile, anche alla creazione di un
“archivio” ove annotare tutte le operazioni teoricamente sospette di
evasione e che invece si riferiscono magari a semplici “cortesie”, come può
essere il cambio di un assegno ad un amico o simile.

(s.lucidi)

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