Sediva News dell’8 febbraio 2005

Il recupero dei crediti d’imposta (indebiti) nella Finanziaria 2005

La norma prevede ora un percorso “agevolato” a favore del Fisco per il
recupero di qualsiasi bonus (ad esempio: per gli investimenti nelle aree
svantaggiate, o per le nuove assunzioni di personale dipendente) di cui si
sia avvalso il contribuente, anche in sede di compensazione con imposte
eventualmente dovute.

Sarà sufficiente, infatti, per l’Agenzia delle Entrate notificare un
apposito provvedimento debitamente motivato (e chiamato “atto di recupero
del credito”) con cui richiede il versamento del bonus goduto, perché
contro tale provvedimento il contribuente non può proporre ricorso al
giudice tributario.

Tuttavia, se – per il caso di mancato pagamento – l’Agenzia delle Entrate
procede poi alla riscossione coattiva, iscrivendo dunque a ruolo l’importo
che essa assume come dovuto “in restituzione”, il contribuente può questa
volta ricorrere; cosicché, nel concreto, nell’ipotesi in cui egli intenda
far valere le sue ragioni per la via giudiziaria, deve necessariamente
sottrarsi al versamento dell’importo richiesto con il primo provvedimento
ed attendere la successiva notifica della cartella di pagamento, con il
rischio, peraltro, di dover comunque versare la somma ivi indicata entro 60
giorni dalla notifica della cartella stessa (per evitare le azioni
esecutive da parte del Concessionario per la riscossione dei tributi) in
attesa che la Commissione tributaria adita si pronunci sul ricorso del
contribuente

Come si vede, i diritti di difesa di quest’ultimo vengono clamorosamente
compressi da un meccanismo del genere, e quindi si può sospettare che la
norma finisca, prima o poi, per cadere sotto i colpi della Corte
Costituzionale.

(s.lucidi)

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