Sediva News del 7 febbraio 2005

Un chiarimento sulla minimum tax sugli affitti

Nella Sediva news del 14/01/2005 abbiamo dato conto delle novità della
Finanziaria 2005 in tema di locazione di immobili e, in particolare, sulla
caccia al “locatore infedele”.

Senonchè, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha ora precisato che è
preclusa la possibilità, da parte dell’Agenzia delle Entrate, di
rettificare i valori dichiarati nel contratto di locazione soltanto se il
canone ivi previsto – ridotto, attenzione, del suo 15% (questo è il fatto
nuovo rispetto alla precedente news sull’argomento) – è pari o superiore al
10% del valore catastale dell’unità immobiliare locata.

Così, ad esempio, se il valore catastale di un immobile è pari ad €
120.000,00, il Fisco può scardinare la norma di protezione del contribuente
con riguardo agli accertamenti sol quando il contratto di locazione in
ordine ad esso sia inferiore all’11,76% di quel valore.

Infatti, tanto per accennare alla ratio di tale meccanismo, ove il canone
di locazione, nell’esempio ora proposto, fosse di € 15.000,00, esso
verrebbe dichiarato comunque al netto di un abbattimento forfetario del 15%
(a fronte delle spese eventualmente sostenute) e quindi evidenzierebbe un
imponibile di € 12.750,00: è dunque quest’ultimo importo, secondo il
Ministero, che deve essere necessariamente confrontato con il 10% del
valore catastale, perciò con l’ammontare di € 12.000,00.

L’Agenzia delle Entrate chiarisce anche che il rispetto della minimum tax
degli affitti costituisce, come detto, una protezione per il contribuente,
limitando infatti quei poteri di accertamento che – in materia di Irpef,
Iva, e registro – spettano al Fisco con riguardo al valore degli immobili
in caso di trasferimento.

Beninteso, non adeguarsi alla minimum tax non significa affatto subire un
accertamento automatico da parte dell’Amministrazione finanziaria, né, meno
che mai, un’iscrizione a ruolo tout court a carico di chi dichiari nel
contratto di locazione un valore inferiore a quello derivante dal criterio
sopra descritto. E però, l’Amministrazione potrà utilizzare questo dato
relativo all’ipotetica incongruità del reddito locativo (rispetto al valore
catastale) per procedere ad eventuali controlli, compresi quelli inerenti
ai conti correnti bancari.

(f.lucidi)

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