Sediva News del 2 febbraio 2005

Ancora su ferie e permessi del lavoratore – QUESITO

Quanti giorni, come minimo, devono essere realmente goduti dal dipendente
a titolo di ferie e di permessi, e quanti invece possono essere pagati a
fine anno perché non usufruiti?

Ribadendo quanto già chiarito sul tema (v. Sediva news del 16/4/2004),
ricordiamo che il decreto legislativo n. 66/03 (sulla riforma dell’orario
di lavoro), successivamente modificato da altro d.lgs., fissa in quattro
settimane il periodo minimo (perciò inderogabile anche da parte delle
contrattazioni sindacali) di ferie di cui il lavoratore deve effettivamente
usufruire, salvo evidentemente il caso di interruzione anticipata del
rapporto.

E’ conseguentemente vietato – per le ferie maturate dopo il 29 aprile 2003,
data di entrata in vigore del dlgs 66/03 – “monetizzare” i giorni
eventualmente non goduti rispetto al detto periodo minimo, e dunque sono
“monetizzabili” soltanto i giorni non fruiti oltre le quattro settimane,
(quando ovviamente il contratto preveda un periodo di ferie più ampio).

In particolare, il datore di lavoro dovrà obbligatoriamente garantire la
fruizione di almeno due settimane nel corso dello stesso anno solare di
maturazione e di altre due settimane entro i successivi diciotto mesi.

I permessi, invece, la cui consistenza in numero di ore spettanti varia da
contratto a contratto, possono essere goduti dal lavoratore in qualsiasi
momento dell’anno, compatibilmente con le esigenze proprie e aziendali e, a
differenza delle ferie, possono essere sempre “monetizzati”, purchè con il
consenso del lavoratore e/o previa sua richiesta.

(gio.bacigalupo)

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