Sediva News del 19 gennaio 2005

Ancora sul “superbonus” – QUESITO

Mia moglie, dipendente di una società di servizi, maturerà i 35 anni di
contribuzione alla data del 31/03/2005, ma vorrebbe continuare a lavorare
per beneficiare del “superbonus” previsto per chi rinvia il pensionamento
di anzianità. Quali sono i requisiti per accedere a questo incentivo e,
soprattutto, è davvero conveniente rinviare la pensione?

La legge di riforma del sistema previdenziale, entrata in vigore il
06/10/2004, ha introdotto appunto questo particolare beneficio (il c.d.
“superbonus”) per i lavoratori dipendenti del settore privato che, pur
maturando il diritto alla pensione di anzianità, decidono di continuare a
lavorare (v. Sediva news del 30/09/2004).

Costoro, scegliendo di restare al lavoro, ottengono nel concreto un aumento
in busta paga – interamente “esentasse” – fino al 31/12/2007, e pari
all’importo complessivo dei contributi previdenziali che ammonta al 32,7%
dello stipendio lordo (ovvero, al 337% per la fascia retributiva eccedente
i 37.883 euro), anche se, evidentemente, perdono qualsiasi ulteriore
accredito sulla loro posizione contributiva.

Il “superbonus” è diretto a chi ha maturato, o maturerà entro il
31/12/2007, i requisiti minimi per la pensione di anzianità che, lo
ricordiamo, consistono attualmente nei 35 anni di anzianità contributiva e
nei 57 anni di età (oppure nei 38 anni di contribuzione indipendentemente
dall’età per il biennio 2004/2005, 39 anni per il biennio successivo e 40
anni dal 2008 in poi).

Naturalmente, il lavoratore che abbia goduto del beneficio (opzione
peraltro revocabile in qualsiasi momento), ove – alla sua scadenza del
31/12/2007 – vada in pensione, percepirà un assegno previdenziale calcolato
sulla retribuzione da lui percepita al momento della decorrenza
dell’incentivo, pur se potrà nondimeno continuare a lavorare, se vorrà,
anche dopo la scadenza del “superbonus” (e in tal caso i contributi versati
da allora gli consentiranno un sia pur minimo supplemento pensionistico).

Quanto alla convenienza della scelta, la valutazione può essere effettuata
dal consueto punto di vista del rapporto costi-benefici, perché il
vantaggio del lavoratore sarà ovviamente quello di trovarsi mensilmente in
busta paga un’importante maggiorazione, lo svantaggio quello di veder
cristallizzata la sua pensione alla data di accesso al “superbonus”, anche
se, per esempio, in presenza di una consistente anzianità contributiva
(poniamo, 39 anni di contributi con una “carriera” senza grandi aumenti di
stipendio negli ultimi anni), optare per l’incentivo potrebbe sembrare
sicuramente conveniente, in quanto il trattamento pensionistico è calcolato
secondo il “sistema retributivo”, cioè rapportato alla media delle
retribuzioni degli ultimi 10 anni.

(v.pulieri)

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